Una decisione che ha sorpreso, quanto meno per la sua tempistica. Sono stati bravi gli amici di Telequattro, che nei giorni scorsi avevano paventato la possibilità dell'esonero dopo la sfida con Napoli ma la sensazione, semmai, era che l'avvicendamento di Gonzalez sarebbe avvenuto in caso di capitombolo interno con i partenopei. E' accaduto il contrario. Trieste ha stravinto con la prestazione più convincente dell'anno ed il record assoluto di 70 punti nel primo tempo ma non è bastato per salvare la panchina del coach spagnolo.
La scelta, evidentemente, era già maturata, a conferma che le decisioni di questa proprietà americana non sono mai banali. L'avvicendamento stupisce non soltanto per il momento in cui si è concretizzato, oltretutto a tre giorni dalle Final Eight di Coppa Italia, ma anche per la modalità in se stessa. I biancorossi hanno inanellato quattro vittorie nelle ulltime cinque sfide di campionato, per quanto in casa e con avversarie non di prima fascia, e consolidato il sesto posto, anche se in Europa sono arrivate un paio di sberle che hanno fatto male. Eppure, eravamo convinti che l’attuale gestione della Pallacanestro Trieste fosse contraria a ogni cambio in corsa: siamo stati smentiti. E questo ci rinfranca, non tanto per la decisione, di cui vedremo benefici o svantaggi solo in un secondo momento, ma per la capacità di modificare le proprie convinzioni. Non è da tutti.
In ogni caso, l'esonero di Gonzalez toglie ogni alibi alla squadra. Più volte, in questa stagione, il tecnico spagnolo aveva funto da parafulmine ai giocatori, il cui atteggiamento sul parquet è parso più di una volta ingiustificabile. Adesso non avranno più scuse. A partire da mercoledì: contro Milano nessuno pretende la vittoria ma almeno una partita punto a punto. Altrimenti, se non siamo in grado di competere con le big (e in campionato abbiamo perso praticamente con tutte le grandi tranne contro l'Olimpia), ogni velleità per i play-off dovrà essere abbandonata.