Trieste, 29 Febbraio 2024

Trieste, la prossima sarà una settimana intensa per crescere di condizione

27 Agosto 2023 Autore: Alessandro Asta

Tre amichevoli in cinque giorni: hai voglia a dire “sarà una settimana intensa” ai giocatori della Pallacanestro Trieste, chiamati a partire da martedì sera nella sfida contro i “Tori” di Kapfenberg (palla a due al PalaPaliaga di Monfalcone alle 20, ingresso gratuito) e al tempo stesso a far vedere i progressi derivanti da un’intera settimana – quella che ci si è ormai messi alle spalle – di allenamenti.

Prima il match nella cittadina dei cantieri nell’ambito della ventesima edizione della BSL, poi nel prossimo weekend il quadrangolare con Forlì (che Trieste affronterà venerdì 1° settembre alle 19), Cividale e Vigevano al “Memorial Bortoluzzi” del Lignano Basket. Di occasioni per rivedere in campo la squadra che ha sofferto parecchio martedì scorso a Valmaura contro BYU Cougars  (con tutte le giustificazioni del caso, dopo così pochi giorni di preparazione atletica nelle gambe) ce ne saranno parecchie. E anche se l’inizio di campionato è lontano, non lo è invece la Supercoppa di metà settembre, primo vero impegno ufficiale della banda di coach Christian. Ed è logico che già nelle prossime tre amichevoli – seppure così ravvicinate – l’asticella dovrà per forza di cose essere alzata.

Da dove si riparte, dunque? Senza dubbio, da un “feeling” di squadra che deve portare la Pallacanestro Trieste a fare maggiormente ordine nella costruzione del proprio gioco offensivo. Contro BYU le 23 palle perse sono l’inevitabile passaggio obbligato di un team che ha ancora una propria identità da plasmare. Con i “big” di squadra che già hanno vedere buone cose attaccando il canestro avversario (Filloy e Ferrero hanno già dimostrato mani sufficientemente calde dalla lunga distanza, Ruzzier si è già messo in “modalità-metronomo” ad attaccare le difese altrui in uno contro uno, nonostante qualche turnover), ora lo step successivo è naturalmente quello di mettere un po’ più di pulizia in ogni metà campo. Con annessa curiosità di rivedere all’opera Eli Brooks, “freddino” al tiro martedì scorso ma con quei sei assist e ben nove rimbalzi conquistati a far capire che il prodotto di Michigan Wolverines può (anzi, deve) ritagliarsi una propria dimensione  che non deve essere per forza di cose “monocorde” all’interno di questo team.

Spazio quindi alla ricerca della chimica di squadra ma anche agli… esperimenti. Anche perché, per come si continua a professare nelle tante conferenze stampa organizzate (e in tal senso, complimenti alla società per essere così presente in questi appuntamenti con gli addetti ai lavori, rispetto solo a quanto succedeva qualche mese fa…), per diventare la squadra da battere bisognerà essere preparati a tante soluzioni nuove sul parquet. E se Jamion Christian potrà davvero essere il “pioniere” di un nuovo modo di intendere il basket a queste latitudini, lo scopriremo molto presto…


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