Trieste, 01 Gennaio 2026

Tra lo status quo e quel “Meritiamo di più”, una brutta chiusura di 2025

30 Dicembre 2025 Autore: Alessandro Asta

Niente di nuovo, al di là di una resa dignitosa contro i campioni d’Italia che però non cancella l’amarezza. Non è la chiusura di 2025 attesa per la Pallacanestro Trieste che, tra le solite incertezze in campo e un nuovo infortunio (quello di Colbey Ross, che potrebbe essere meno grave del previsto ma c’è da attendere un comunicato societario nelle prossime ore), termina l’anno solare con un record negativo in campionato (6 vinte e 7 perse) e con i classici punti interrogativi a contrassegnare un periodo di stagione problematico. E col salto di qualità ben lontano dal realizzarsi in queste condizioni fisiche, tecniche e tattiche.

Ci sono due aspetti da sottolineare nel post-Virtus: da un lato i passaggi in sala stampa dei diretti interessati, col presidente Matiasic in primis a essere rammaricato per una fase di stagione ben lontana dalle aspettative ma con l’annessa fiducia rinnovata all’intero gruppo-squadra, dall’altra quel “Meritiamo di più” intonato dalla Curva Nord negli istanti finali del match. Una situazione certamente scomoda, sulla quale in casa biancorossa si fa quadrato guardando – come puntualizzato in conferenza stampa – anche al mercato (ma dalle parole di Mike Arcieri, è evidente che al momento attuale non si prende in considerazione un semplice “gettone” per colmare le assenze, con i tempi per uno o più potenziali innesti che si allargano sensibilmente), al tempo stesso uno “status quo” rafforzato e scontato sul non cambiare nulla nell’immediato. Anche qui, niente di nuovo sotto il sole, con un'idea espressa a chiare lettere – quella di Markel Brown, tra i migliori di ieri sera – che solo continuando a lavorare duro in palestra si potranno raggiungere gli equilibri sperati. Un’evidenza che però evidentemente non accontenta buona parte dei seimila presenti ieri sera, con una disaffezione palpabile che molti sulle tribune del PalaTrieste fanno fatica ormai a nascondere.

Il male – chiamiamolo così – di questa squadra è sicuramente quello di non aver ancora imparato dai propri errori. Certo, c’è la questione indubbia di una infermeria piena, ma proprio questo aspetto non può e non deve essere l’unica giustificazione per un girone d’andata sin qui deludente, col rischio concreto di perdere il treno delle Final Eight se non dovessero arrivare punti sonanti nei prossimi match contro Trento e Cantù. C’è anche il difficile cammino in BCL a complicare ulteriormente i piani di un team che sta vedendo tante certezze del passato fare una fatica immensa (Uthoff non è più lui rispetto alla scorsa stagione, Ruzzier paga le conseguenze di dover cantare e portare la croce in cabina di regia, con la defezione di Ross a diventare ancora più problematica da gestire) e con le “stelle” della squadra a non riuscire a imbastire tutti assieme una gara positiva a tutto tondo. E poi c’è l’inevitabile discorso sull’allenatore, con la dichiarazione di Israel Gonzalez “Da questa partita dobbiamo imparare per migliorare” a diventare una panacea ormai inflazionata di un’identità di squadra ancora scomposta e di difficile comprensione, con troppe concessioni difensive iniziali e un inseguimento coraggioso (forse l'unico vero punto positivo di ieri sera contro Bologna), collimato però ugualmente nella sconfitta. Un qualcosa di problematico da sistemare nel breve termine, con tutti gli annessi e connessi del caso.

(credits ph. Luca Tedeschi per Pallacanestro Trieste)


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