“C'è modo e modo” titolavamo lunedì riferendoci alle sconfitte molto diverse di Pallacanestro Trieste e Triestina. Ma le modalità diametralmente opposte non riguardano solo le prestazioni sul campo, ma anche la costruzione della squadra.
Sul fronte basket, la bella prova di Milano ovviamente non significa automaticamente che la corsa alla salvezza sarà lastricata d'oro, ma consegna una squadra con delle armi a disposizione, sul piano tecnico ma anche sotto il profilo caratteriale. Cosa che invece non vediamo sul rettangolo verde, dove l'Unione era pure partita con un paio di prestazioni quantomeno orgogliose nel recuperare lo svantaggio, per poi perdere progressivamente mordente anche sul piano agonistico, con la ripresa contro il Cjarlins Muzane a conclamare una crisi di risultati, di gioco e non solo.
Difficile mettere a confronto sport e campionati diversi, ma una differenza salta all'occhio. La Pallacanestro Trieste, ormai da qualche anno e anche prima della gestione Arcieri, può contare su un nucleo triestino che pare essere un valore aggiunto nel dare un'anima alla squadra. La triestinità non è da sola garanzia di cuore e gruppo coeso (lo abbiamo visto l'anno scorso proprio nel basket), ma può rappresentare quel terreno fertile su cui piantare un roster solido su cui esperienza, qualità e consistenza agonistica possano attecchire meglio. Attorno ai Deangeli, Ruzzier (e mettiamoci anche un triestino acquisito come Candussi), e con un americano alla terza stagione come Ross, costruire un buon gruppo può essere più semplice.
La Triestina in estate ha dovuto rifare la squadra da zero e quindi, di fatto, non poteva contare su un nucleo da cui ripartire. Poteva essere un'occasione, però, per inserire qualche giocatore triestino per avere una base anche di identità e senso di appartenenza che la rosa alabardata non ha e che quando le cose non vanno bene, come adesso, possono dare un appiglio per non crollare. Sarà un caso, ma l'ultima Unione capace di far sognare i tifosi è stata quella del 2018/2019, con i Maracchi, Steffè, Pizzul, Codromaz e uno straniero molto giuliano come Granoche. Forse una base nostrana (e di giocatori arruolabili per la D ce ne sono) avrebbe aiutato a cementare un gruppo nuovo ed eterogeneo.