“La petizione concepita per salvaguardare il titolo sportivo della pallacanestro alabardata è nata dopo un’attenta riflessione, con l’intento di sensibilizzare i cittadini triestini e quelli di altre piazze riguardo il fatto che il basket è un patrimonio per la nostra città”. Sono queste le parole di Tiziano Franco, ideatore di un'iniziativa che sta prendendo sempre più piede. I dati che si possono analizzare attraverso la petizione sulla piattaforma change.org (tra le più importanti e incisive al mondo) parlano chiaro. L’interesse che i diritti societari rimangano “a casa”, nel capoluogo giuliano, non è solo un fenomeno che riguarda i supporter alabardati, bensì coinvolge anche le tifoserie in molte altre città legate alla pallacanestro. Ad esserne convinto è proprio Franco, con cui abbiamo analizzato le informazioni più recenti: “I dati cambiano di giorno in giorno, stiamo superando le 5 mila firme, ma il trend che si può osservare parla da sé. In questi giorni un bel numero di adesioni è arrivato da Bologna (112), Roma (110) e Milano (103). L’appoggio convinto alla petizione è giunto pure dai seguaci del basket che risiedono a Venezia (67), Torino (55) e Udine (50). Seguono Monfalcone e l’Isontino (36), Verona (29) e Brescia (27). I numeri sono in costante aumento e questo fa notare che l’interesse per quanto sta accadendo a Trieste è a dir poco trasversale”.
In altri termini, al momento più o meno un quarto delle firme sono arrivate da altre città del Belpaese. Ma non è tutto. Franco ha evidenziato che si sta registrando un interesse genuino per la petizione che riguarda la Pallacanestro Trieste persino dall’estero, ovvero dalle parti più disparate del globo, ad esempio dall’Australia e dagli Stati Uniti: “I firmatari dall’estero sono per lo più triestini che vivono o vi lavorano, oppure parenti che hanno un legame con la nostra città. Non sono grandi numeri, al momento sono circa una trentina le firme dall’estero". Eppure si tratta di un dato da tenere presente e che non va sottovalutato, anzi, potrebbe estendersi in men che non si dica.
I numeri sono destinati sicuramente a crescere: “Abbiamo raggiunto con largo anticipo le firme che ci siamo prefissati di totalizzare fino all’ultima gara di campionato contro Cremona. È facile prevedere che i dati attuali aumenteranno ancora nel corso dei prossimi giorni e settimane. Domani la Pallacanestro Trieste giocherà a Bologna contro la capolista Virtus, il cui pubblico ci ha sostenuto molto con le sottoscrizioni e che pure fra 24 ore potrebbe essere al nostro fianco. Anche per questo penso che sia lecito aspettarsi - al di là della rivalità nei 40 minuti del match - un’accoglienza calorosa per la squadra e per i tifosi triestini in trasferta, vista la situazione”.
La partecipazione è genuina anche perché un eventuale trasferimento del titolo a Roma creerebbe un potenziale pericolo anche per altre piazze in apparenza solide; basterebbero le dimissioni di qualche presidente o l’uscita di scena di qualche “main sponsor”, che il titolo potrebbe essere acquistato dall’esterno da qualche fondo e trasferito in altri contesti o persino in altre città. Tutto ciò non gioverebbe ad una sana logica del basket.
Franco ci ha infine spiegato come la petizione dovrebbe in teoria concludersi proprio all’ultima giornata regolare con la sfida casalinga contro Cremona (10 maggio), con la trasmissione finale delle firme “alla FIP e alla Lega Basket”.
“La petizione - conclude - non è affatto contro Paul Matiasic, che da imprenditore ha piena libertà nelle scelte, bensì è un modo per far comprendere a chi ha in mano le sorti del club che non è giusto lasciare che si possano spostare i diritti delle società da un momento all’altro, senza considerare gli interessi dei fan, delle comunità locali e la storia delle società”. Detto altrimenti, c'è ancora tempo per ripensarci e proseguire per la strada tracciata a Trieste (che, peraltro, fin qui non è stata affatto male)...
La petizione è consultabile al seguente link:
https://www.change.org/p/la-pallacanestro-a-trieste-%C3%A8-patrimonio-della-citt%C3%A0-il-titolo-sportivo-va-salvaguardato