Trieste, 29 Febbraio 2024

Michael Arcieri: "Questa situazione non dipende da Jamion Christian"

06 Febbraio 2024 Autore: Alessandro Asta

Controcorrente rispetto alle tante conferenze stampa criticate da quasi tutti per ovvietà e contenuti. Con l’idea forte e rinnovata che, relativamente ai mali che affliggono la Pallacanestro Trieste, il principale indiziato resterà ancora al proprio posto a lungo.

Ci ha messo la faccia ieri Michael Arcieri, durante la puntata del “Caffè dello Sport” di Telequattro. E l’immagine di un general manager che difende a spada tratta Jamion Christian, allenatore di una squadra che dopo il -28 ha perso definitivamente credibilità agli occhi dei tifosi, è un segnale inequivocabile di un corso che non volgerà presto al termine come in tanti, tantissimi vorrebbero per dare una sterzata a un campionato che ha preso una piega totalmente diversa rispetto ai proclami di inizio stagione.

“Non è il coach il problema”: lo ha ribadito varie volte ieri sera in trasmissione. Spostando l’attenzione invece su un team che fatica perché è innegabile che tecnicamente – e in questo momento soprattutto anche mentalmente – non regge l’urto delle più forti della classe, né tantomeno è una corazzata credibile agli occhi delle dirette concorrenti. Ma Arcieri guarda dritto avanti, puntando invece l’attenzione su molti giocatori che per loro stessa ammissione, nell’allenamento di ieri, sanno di non rendere come dovrebbero. E il g.m. – sempre in diretta tv – si è preso tutte le responsabilità di ciò che non sta girando nel gruppo-squadra, così come (a domanda specifica del sottoscritto) rifarebbe tutte le scelte degli scorsi mesi. Perché “se dovremo cambiare qualcosa, lo faremo”. Tradotto, si farà mercato, ma lo si farà probabilmente fra qualche settimana e non subito, perché (aggiungiamo noi) non c’è materiale “decente” a disposizione a livello di innesti e perché si vuole dare ancora opportunità a questo gruppo di giocatori. Con tutti i rischi e gli azzardi che ne derivano.

Non cambia nulla dunque, almeno a breve termine. Christian gode della fiducia della proprietà e pare che di stracci ne siano volati parecchi ultimamente in spogliatoio. Dalle parole di Arcieri si evince comunque che tutti sono sotto esame e che le decisioni verranno prese istantaneamente qualora ce ne fosse il bisogno. Ma il progetto pensato in estate continua, con tanto di scoramento da parte di un dirigente che tenta di mantenere la barra dritta ma che al tempo stesso sa che non si può più sbagliare da qui in avanti. E che al tempo stesso sa che i tifosi, quelli che si sono abbonati a scatola chiusa e che continuano a popolare le tribune del PalaTrieste, meritano di più.

Tifosi, appunto. A cui spesso questa dirigenza ha… girato le spalle, non vedendo striscioni e non sentendo fischi e cori. E il g.m. una confessione la fa: per certi versi, è mancata la comprensione con loro e in Pallacanestro Trieste si vuole “imparare” ad ascoltare di più i supporters, perché la delusione dell’intera piazza va per linee parallele con quelle di una società che – anche questo lo aggiungiamo noi – dovrà saper porsi meglio nei confronti di chi paga il biglietto.

I buoni propositi (a parole) ci sono, l’idea di venir fuori dalla crisi in casa biancorossa rimane ancora intatta ma la strada rimane comunque tremendamente in salita. E per dare credibilità a una stagione biancorossa che ha perso entusiasmo, bisognerà fare gli straordinari. Perché non c’è più tempo per i “compitini”: né in campo, né verbalmente…


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