Ce lo aveva anticipato qualche settimana fa, quando, nell'intervista alla nostra testata, si era detto disponibile a provare a dare una mano alla Pallacanestro Trieste in caso di bisogno. Gianluca Mauro è stato di parola e nell'impasse che contraddistingue queste giornate in cui sono continuati gli incontri ma senza nessun risultato concreto, l'ex g.m. e presidente esce allo scoperto. “Stiamo preparando una lettera - fa sapere il dirigente friulano - che sarà pronta a breve, nella quale richiediamo ufficialmente i documenti con cui, successivamente, valutare la situazione del club e poter fare una proposta concreta”. Una mossa chiara e alla luce del sole, che prova a rendere un po' meno nebuloso il futuro del basket giuliano, specie dopo le indiscrezioni di queste ultime ventiquattr'ore che hanno raffreddato, e di molto, gli entusiasmi. Naturalmente, solo dopo aver visto i conti ci potrà essere un'offerta, da parte del gruppo capitanato da Gianluca Mauro, che per ora mantiene top secret i compagni di “cordata” ma che sicuramente non si è mosso a caso. Una due diligence che solitamente richiede tempi lunghi (parliamo di almeno un paio di mesi, se non molto di più), ma qui bisogna bruciare le tappe perché siamo ormai a giugno e il destino della pallacanestro cittadina sembra appeso a un filo.
Sono tanti gli interrogativi, specie dopo il naufragio della trattativa con il fondo che pareva interessato a entrare in società, come socio o come sponsor. Intanto, avevamo capito che Paul Matiasic avrebbe fatto chiarezza dopo i playoff, ma sono passati tre giorni dall'eliminazione con Brescia e nessuno ancora ha parlato. Se invece intendeva la conclusione completa della post season, siamo mal messi. E poi c'è la spada di Damocle che incombe sulle nostre teste: perché se è vero che l'avvocato americano ha tentato di acquistare i diritti di altre piazze, è altrettanto evidente che fin qui non ci è riuscito. La Gazzetta dello Sport, ieri, lasciava intendere che una delle società con cui ci sarebbe in piedi un ultimo tentativo è una di quelle impegnate nelle semifinali (la stessa Brescia?) ma che il patròn della Leonessa ceda baracca e burattini per trasferire il titolo nella capitale ci sembra complicato.
La domanda quindi è una soltanto: e se Matiasic non trovasse nessun altro titolo sulla piazza? Saremmo noi la vittima sacrificale? È forse per questo che le trattative per l'entrata di nuovi soci, sponsor o potenziali acquirenti sono fin qui naufragate? E' un dubbio, in assenza di altri segnali. Ma è un dubbio atroce.