Trieste, 29 Luglio 2021

Ghiacci: "Ad ora, campagna abbonamenti difficile da ipotizzare"

18 Luglio 2021 Autore: Alessandro Asta

La vita di un massimo dirigente è come un cavatappi, che gira sempre all’infinito e mai si ferma. A Mario Ghiacci piace descrivere così la sua attività da presidente, con il “conforto” di aver messo già i puntelli – almeno a livello di roster – per la prossima stagione. Che sarà un’annata decisamente importante per il futuro della Pallacanestro Trieste, dentro e fuori dal campo.

Presidente Ghiacci, di fatto avete praticamente concluso il vostro mercato. È contento della squadra costruita?
“Molto, in prima battuta perché mi aspettavo che la definizione del roster fosse più lunga in termini di tempo, invece gli obiettivi che inseguivamo li abbiamo raggiunti praticamente tutti. Solamente il playmaker su cui ci eravamo principalmente puntati ha fatto una scelta diversa, per il resto siamo soddisfatti di aver chiuso contratti importanti. E sicuramente gli obiettivi cambiano in base a chi prendi: ad esempio la conferma di Delia ci ha spinti a prendere Konate, così come l’approdo di Sanders ci ha indirizzato a portare a Trieste Banks. Abbiamo voluto fare delle scelte di cambiamento, puntando ad esempio ad affiancare Lever a Grazulis anziché a Da Ros anche per questioni di età”.

È inevitabile parlare della presenza del pubblico al prossimo campionato e di un’eventuale campagna abbonamenti: c’è già qualche ipotesi a riguardo?
“Siamo decisamente in alto mare su questo contesto, visto che a oggi i posti a disposizione sono 500 al chiuso e 1000 all’aperto ma naturalmente non c’è alcun tipo di sicurezza di quale sarà la situazione fra qualche mese. Di certo con questa regola ci attenderebbe in pratica un’ulteriore stagione senza pubblico, con effetti devastanti che tutti possono immaginare. Non voglio illudere nessuno, solo se avremo la certezza di poter ospitare una quota discretamente importante di tifosi potremo ipotizzare una campagna abbonamenti. Abbiamo molti progetti nel cassetto, in caso di riapertura saremo strutturati a dovere per far tornare il nostro pubblico. La mia paura più grande è quella di un’affezione da parte dei supporters che rischia di spegnersi sempre di più e che tante persone decidano di allontanarsi dal palazzetto dello sport”.

(L'intervista completa sarà disponibile sul nuovo numero di Citysport.news di lunedì 19 luglio)


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