Si scaldano gli animi, la preoccupazione sale, l'incertezza aumenta. E quelle due righe fatte trapelare ieri sera dalla società non aiutano a stemperare gli animi, anzi. A prendere posizione sulla possibile cessione dei diritti della Pallacanestro Trieste in quel di Roma ci ha pensato in queste ore anche la Federbasket locale, che per bocca del delegato provinciale Andrea Gregori, volto noto nel mondo cestistico cittadino, ha voluto esprimere tutto il proprio disagio per questa situazione.
“Informazioni certe non ne abbiamo - spiega il dirigente sportivo - e come FIP stiamo cercando di raccogliere più notizie possibile, e a tale proposito sarebbe bello che anche il gm Arcieri prendesse una posizione in merito. Due mezze verità fanno una certezza? Non lo so, certo è che in questo momento storico l'addio di Matiasic potrebbe essere una mazzata. Già vissuta, peraltro, ma questa rischia seriamente di essere addirittura peggiore di quanto successo in passato. Abbiamo vissuto l'addio di Stefanel nel 1994, il fallimento con la ripartenza dal basso nel 2004, la lenta risalita dopo tante vicissitudini e i tanti soldi spesi, il tracollo nuovamente sfiorato nel 2012 prima che i tifosi stessi si facessero carico del salvataggio del club. E poi ancora la grande paura per il caso Alma prima di queste ultime stagioni di alto livello. E' per questo che i supporter triestini temono una nuova caduta nei bassifondi della pallacanestro. Come delegato della FIP sono preoccupato: abbiamo uno fra i migliori pubblici d'Italia, il movimento è sano, sarebbe uno smacco troppo forte per la nostra città e stavolta sarebbe veramente molto difficile risollevarsi”.
Gregori rimane perplesso, al di là del nostro caso specifico, anche su queste proprietà che arrivano da lontano... “A mio avviso lasciano il tempo che trovano: per loro siamo come un giocattolo, comanda il dio denaro e se gli investimenti rischiano di essere a fondo perduto, ci salutano e se ne vanno”. Triste, ma rischia davvero di essere così.