Trieste, 28 Aprile 2026

La lettera: "I numeri ci sono e sono solidi, è un investimento sociale e una magnifica opportunità"

27 Aprile 2026 Autore: Redazione

Una lettera di una tifosa genovese ma ormai triestina di adozione, che con questo suo scritto, che pubblichiamo qui sotto, vuole richiamare l'intera comunità triestina, ad iniziare dai 6 mila supporter di via Flavia per proseguire con istituzioni e imprenditoria, alla salvezza della società. Tutti insieme, nessuno escluso.

Sono una ricercatrice genovese, triestina d’adozione, da 20 anni alla Sincrotrone Trieste e da un po’ meno tifosa della Pallacanestro Trieste grazie ad un figlio baskettaro in Azzurra.

Trieste e' universalmente riconosciuta come “città della scienza” perché conta oltre 30 ricercatori ogni 1000 abitanti, una delle concentrazioni più alte d’Europa (a fronte di una media italiana di circa 5 su 1000 e dei paesi europei più avanzati di circa 10–15 su 1000). Un primato di cui si fa giustamente vanto non solo la comunità scientifica, ma anche le istituzioni locali e nazionali, fino ai ministri, che indicano Trieste come esempio e fiore all’occhiello in Italia e nel mondo.

Se analizziamo in parallelo il dato sportivo, emerge un’analogia interessante: i 6.000 tifosi del palazzetto corrispondono anch’essi a circa 30 appassionati ogni 1000 abitanti (senza considerare chi segue la Pallacanestro Trieste da casa e che, verosimilmente, raddoppia o più il bacino di interesse).

Nel confronto con le altre città, italiane e europee, Trieste emerge come un outlier assoluto sia per storia che per densità di pubblico con cultura cestistica profondamente radicata.

È chiaro che non viviamo nel mondo dei balocchi, che gli imprenditori cercano legittimamente un ritorno e che il sistema deve essere in qualche modo sostenibile.

Ma i numeri ci sono e sono solidi: Trieste è a tutti gli effetti una città del basket. E la Pallacanestro Trieste non è solo una squadra, ma identità, comunità e un motore concreto di impatto sull’immagine della città, sulla coesione sociale, sull’economia locale e sulle nuove generazioni. È un modello virtuoso per i giovani, capace di trasformare la passione in percorso educativo, disciplina e opportunità concreta. Il basket non è solo seguito: si pratica, si trasmette e si tramanda, alimentando una filiera che fa crescere campioni. È sogno, motivazione, esempio. È un investimento sociale ad alto rendimento, prima ancora che sportivo. È una magnifica opportunità, non un problema.

Se il basket a Trieste si indebolisce, ci perde tutta la città e con essa la pallacanestro italiana. Un fatto che le istituzioni locali e nazionali, il Ministro per lo Sport e i Giovani, la FIP, la LBA e, aggiungo, anche gli imprenditori (a partire da quelli con utili multi-miliardari che del nome di Trieste si fanno lustro) non possono permettersi di ignorare.

Non è in gioco solo una squadra, ma la difesa di un modello che appassiona, forma, ispira e genera eccellenza.

Grazie per l'attenzione.
#Tutto questo non può finire
#IAmPartOfIt
Laura Badano


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