Trieste, 28 Settembre 2026

La "bella sconfitta" di Assago è il segnale più importante dopo un'estate di difficoltà

28 Settembre 2026 Autore: Alessandro Asta

Doveva essere una sorta di disastro preannunciato, ne è uscita invece una bellissima figura. E poco importa a un certo punto del ko – scontato alla vigilia, ma l’Olimpia ha dovuto sudarsela sino alla fine per strappare i due punti – quando l’atteggiamento propositivo per gli interi 40 minuti è tutto ciò che spesso non si era visto negli ultimi mesi. Con la “sonnacchiosa” Pallacanestro Trieste delle star rock&roll dell’ultima epoca targata Matiasic che faceva intravedere, lontano da casa, di non scendere quasi nemmeno dal pullman.

Certo, nel basket alla fine conta solo vincere. E le belle sconfitte non valgono nulla in classifica rispetto a una brutta vittoria. Ma un segnale forte, la “Taccio Band”, l’ha sparato sul cielo sopra l’Unipol Forum: altro che massacro, ad Assago ci si è anche divertiti a provare a mettere sabbia negli ingranaggi di una formazione di Eurolega. E tutto questo con quel segnale di “lavori in corso” ben ancora in vista, tra il jet-lag di chi come Jones ha messo pepe nonostante il fardello dei falli commessi e di qualche palla persa di troppo e la mira non propriamente da cecchino patentato di Galloway che – pur spadellando parecchio per tutto il match – con quella magia da lontano a meno di 10’’ dalla fine (e c’era anche fallo di Wright…) ha dato vita a Trieste praticamente sino all’ultimo respiro.

Logicamente, senza Brajkovic solamente in gita a Milano e con il solo Candussi a fare il lungo vero in pitturato, quei 49 rimbalzi a 32 in favore dell’Armani (con conseguenti19 extra-possessi concessi) sono il dato che più stride nella “quasi impresa” a casa dell’Olimpia. Il più classico dei prezzi da pagare per un mercato sistemato solo poco prima della palla a due iniziale del campionato. Ma l’anima che Francesco Taccetti ha dato a questa squadra si vede già, tra mille difficoltà e un’estate irta di intoppi. Il nucleo italiano ieri ha fatto abbondantemente il suo (su Canka il giudizio è rimandato, visti i soli quattro minuti in campo…), si è rivisto un Ross lucidato a dovere nei panni di regista e trascinatore e un McDermott – nonostante percentuali non eccelse dal perimetro – che ha dimostrato di essere sul pezzo, risultando addirittura il miglior rimbalzista di giornata della squadra. E allora sì che parlare di bellissima figura, nonostante il rovescio nel finale, ha pienamente senso. Un viatico che possa tracciare le prossime sfide, anch’esse difficili (la prima domenica contro Venezia a Valmaura), dove si possa tentare di iniziare a fare punti. Perché con questo carattere, attendendo di essere un pochino più rodati (e di 6+6 ne parliamo più avanti…), essere considerati da molti la squadra-materasso del torneo è un esercizio sin troppo prematuro e precoce.


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