Trieste, 22 Maggio 2026

L'ennesimo autogol mediatico di un presidente che non ne azzecca più una

22 Maggio 2026 Autore: Gabriele Lagonigro

Che cosa resta della grottesca serata di ieri? Più che un articolo si potrebbe scrivere un mezzo romanzo, così tante sono state le situazioni da raccontare di questa bizzarra gara-3.

Iniziamo dal campo, allora. La buona notizia è che in una serie in cui, fino al pre-partita di sabato scorso, la Pallacanestro Trieste sembrava sostanzialmente battuta in partenza vista la crisi di gioco e risultati, i biancorossi sono riusciti a giocarsi ogni sfida fino all'ultimo secondo. Tre match in cui i giuliani hanno combattuto punto a punto contro la seconda forza del campionato, finalista già un anno fa, ed è probabile che anche domani il leit-motiv sia lo stesso. E questa è stata già di per sé una gradita sorpresa. Oltretutto, tenere testa ai vicecampioni d'Italia regalando le due pedine pregiate (e probabilmente più pagate) del roster aumenta ancora di più il valore della prestazione: Ramsey sostanzialmente è sparito dal campo non appena le difese, in questi play-off, si sono fatte più arcigne mentre Toscano Anderson, giustamente elogiato in gara-1, è ritornato ad essere quel giocatore anonimo visto purtroppo per buona parte della stagione. Aggiungiamoci poi un Ruzzier che è la controfigura dello scorso anno ed un Candussi volitivo ma al quale, forse, sono stati concessi troppi minuti sul parquet, ed ecco che appare ancora più sorprendente la capacità della squadra di rimanere incollata a Brescia fino alla fine. Merito del miglior Ross di questa stagione, di un Brown chirurgico e in pieno mood da post-season e di un Bannan che, arrivato in sordina, si sta guadagnando i galloni. Positivo anche il rientro di Sissoko, a parte quella schiacciata sul ferro che avrebbe fatto prendere un'altra piega al confronto.

Ma di ieri sera, nella memoria, non resteranno le gesta sul campo. Rimarrà soprattutto il ricordo di un presidente-proprietario che dopo aver speso una barca di soldi è “costretto” a nascondersi sotto il tunnel per guardare il suo “giocattolo” e a dormire ad una sessantina di chilometri da Trieste per evitare ogni possibile situazione a rischio. Se sia stata una sua scelta o se invece sia stata consigliata dalle forze dell'ordine non è dato sapere: forse la seconda ipotesi, o forse semplicemente la decisione di rimanere defilato è stata presa per evitare contestazioni che avrebbero destabilizzato l'ambiente e finito, forse, per penalizzare la squadra. Chissà. Fatto sta che anche da un punto di vista comunicativo e mediatico la situazione a un certo punto ha assunto le sembianze del ridicolo, con il magnate che un anno fa pontificava con il microfono in mezzo al campo a celarsi per non essere visto dalla folla. Peccato che poi sia stato immortalato dai telefonini e che le sue foto nel sottopassaggio abbiano fatto il giro del web. Un autogol, l'ennesimo, di un Paul Matiasic che dal punto di vista dell'immagine (la sua) negli ultimi mesi non ne ha azzeccata una. La Curva in ogni caso l'ha presa comunque con ironia: i due striscioni srotolati durante il match (che vi mostriamo in foto) hanno evidenziato la maturità dei tifosi, che hanno usato l'umorismo per esprimere all'avvocato tutta la loro delusione. Umana, più che sportiva.

E finiamo con il black-out. Di nuovo. E ancora con Brescia. E ancora una volta abbiamo rischiato di perdere a tavolino. Non sappiamo di chi siano le responsabilità ma è possibile che ad ogni play-off il PalaTrieste resti al buio? Almeno su questo, nonostante l'invito dei tifosi, a Matiasic, di “pagare le bollette”, la colpa non è sua. Di chi, allora?


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