Trieste, 21 Aprile 2021

L'ex Ruzzier: "Un momento al top. E chissenefrega dei detrattori"

06 Aprile 2021 Autore: Alessandro Asta

Non chiamatela “trasformazione” la sua, perché in fin dei conti è sempre rimasto se stesso, nelle difficoltà e nei momenti invece più lieti come quelli attuali. Per l'ex biancorosso Michele Ruzzier, match-winner ieri al Forum di Assago con la sua Varese, è un periodo d’oro: messe da parte le pressioni e le critiche che ne hanno caratterizzato la prima parte di campionato, il playmaker triestino si gode un momento di forma superlativo in cabina di regia di una Openjobmetis che - come era successo all’Allianz nei mesi passati - ha saputo uscire dalle difficoltà del Covid, lasciando le ultime posizioni di classifica.

Michele, che sensazioni provo in queste ultime settimane dove sei stato protagonista assoluto?
Ci siamo messi alle spalle una parte di stagione molto complicata, anche per me l’inizio di campionato non è stato dei migliori. Posso dire che, proprio nel momento in cui siamo rimasti fermi a causa delle positività nella nostra squadra, ho avuto la possibilità di riprendere una forma fisica che mi permette ora di essere al top.

Tante le difficoltà incontrate per te nelle prime giornate, poi il boom: cosa è cambiato?
Credo si debba parlare innanzitutto di tutto ciò che è mutato anche a livello di squadra, a iniziare da una guida tecnica che è cambiata quasi subito, a cui vanno aggiunti i tanti cambi di giocatori a livello di roster. Ora abbiamo trovato l’equilibrio giusto, con Egbunu ad esempio come “5” in grado di essere giocatore eccellente nel rollare, bloccare e stoppare c’è stato il cambio di passo. E naturalmente anche io beneficio di questo buon momento da parte della squadra.

Nel periodo meno positivo per te, molti hanno sottolineato il fatto di quanto potessi essere inadatto al ruolo che ricopri in squadra: un tuo giudizio a riguardo?
Anni fa avrei sofferto molto di questo fatto, adesso sono abituato a leggere quasi ogni settimana di non essere in grado di essere il play titolare. Quando sono arrivato qui ho accettato di subire la pressione, ognuno può dire la sua a riguardo ma non mi interessa più di tanto questo aspetto perché fa parte del gioco. Mi dà magari più fastidio che le persone a me più care debbano leggere certe cose sul mio conto, ma lo ripeto: per quanto mi riguarda, chissenefrega dei detrattori.

A proposito di Varese: come si vive in una delle piazze storiche del basket italiano?
Molto bene: è una città piccola ma immersa nel verde, anche a livello societario la si vive in maniera molto familiare. Chiaro che ogni tanto le cose non vanno come vorremmo, spesso mi chiedo come siamo riusciti a riemergere dalle tante batoste accumulate nei mesi passati. Abbiamo continuato a lavorare e ora ne raccogliamo i frutti, anche l’ambiente ci ha permesso di uscire da quel momento di crisi.

Come l’Allianz, anche l’Openjobmetis ha saputo cavalcare le difficoltà: un percorso parallelo il vostro confrontato con quello triestino?
Entrambe sono squadre che, appena hanno saputo rimettersi in carreggiata sia mentalmente che fisicamente, hanno dimostrato di avere valori veri. Ma teniamo conto che quella attuale è una stagione lunghissima, iniziata a livello di preparazione già a fine del luglio scorso e che come tale ha portato di per sé ad avere parecchio dispendio di energia. E come Trieste, anche Varese ha saputo fronteggiare l’emergenza alla grande.

Quali sono gli obiettivi di Michele Ruzzier per il finale di stagione?
Sicuramente quello di confermarmi dal punto di vista personale a un livello di gioco espresso come quello dell’ultimo mese e mezzo, ma naturalmente raggiungere la salvezza matematica il più presto possibile. C’è ancora grande bagarre a fondo classifica, ci sarà ancora da lottare.

(credits foto Pallacanestro Varese - Alberto Ossola)


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