“Tutto questo non può finire” era il coro che i tifosi giuliani cantavano a Brescia poco più di una settimana fa, ricevendo pieno sostegno da tutto il PalaLeonessa. Ma si sa che il mondo, ultimamente, cambia alla velocità della luce, e quasi mai in meglio. E così, nel giro di pochi giorni, quello stesso leit motiv ha dovuto intonarlo la curva della Germani in occasione delle due semifinali contro l'Olimpia. E non, stavolta, per appoggiare la causa triestina, ma per la paura tremenda di essere loro la vittima sacrificale nell'affare Matiasic. A poco sono servite le smentite (tiepide) del patròn lombardo, che hanno rincuorato ben poco la piazza: il basket resterà a Brescia, ha sostanzialmente ribadito nel comunicato l'amministratore Mauro Ferrari, un po' quello che diceva l'avvocato californiano quando sottolineava che la pallacanestro di alto livello sarebbe rimasta a Trieste.
Ironia del destino, quindi, anche se di scherzoso c'è ben poco. La prescelta per cedere i diritti a Roma-2 (dopo quella di Nelson...) non è ancora stata definita, quindi. Se la Leonessa resta la prima indiziata, e se negli ultimi giorni qualcuno ha ritirato fuori la pista Scafati, in via Flavia la situazione rimane comunque tesa perché a giugno ormai inoltrato non si sa ancora nulla del nostro destino. E l'allungamento della serie fra Brescia e Milano non stempera la tensione, anzi: bisognerà attendere sabato o appena lunedì, ossia la prossima settimana, per capire chi andrà a giocarsi lo scudetto e chi chiuderà qui la stagione. Se saranno Bilan e soci a fermarsi, ecco che, forse, ci sarà qualche schiarita.
Intanto prosegue l'attesa, carica di ansia. Perché, ammesso e non concesso che Matiasic si prenda i diritti di qualcun altro, rimane sempre da capire chi si farà carico di gestire il futuro biancorosso. Il primo step sarà quello della buonuscita richiesta dal proprietario americano: siamo convinti che la cifra iniziale di cui parlano tutti (ma mai confermata dal numero uno del club), quella di 5 milioni di euro, possa essere ampiamente trattabile, anche perché, se l'avvocato di San Francisco dovesse avere le carte per trasferire a Roma il titolo di un altro club, converrebbe anche a lui disfarsi di Trieste prima possibile. In ogni caso, chi dovesse subentrare si accollerebbe il costo di entrata e poi dovrebbe racimolare 4/5 milioni di euro per la stagione. Se uno arrivasse dalla Regione, un altro dagli sponsor locali e una cifra simile dal pubblico, ne rimarrebbero un paio, da aggiungere alla buonuscita. Non proprio bruscolini. E parliamo di un campionato. Ma chi si prende l'onere di rilevare la società deve avere una prospettiva almeno triennale. Non sarà un'operazione semplice, ma è l'unica a cui appigliarsi per salvare la pallacanestro cittadina.