Alla fine è una sconfitta per tutti. Per i tifosi in primis, ad iniziare dai nostri: quella che, a tutti gli effetti, poteva essere una trasferta di massa, in cui supportare la propria squadra ma anche divertirsi in compagnia, si è trasformata in un'immensa occasione mancata. Comprensibile la decisione della Curva, anche alla luce della difficoltà nel reperire due pullman in un giorno, in un periodo in cui gli autobus sono impegnati fra scolaresche e vacanze primaverili. Oltretutto, se pensiamo ai chiari di luna della Pallacanestro Trieste e ad un futuro con tante nuvole all'orizzonte, non è nemmeno escluso che il derby di domenica possa essere l'ultimo per un po'... Ma l'assenza del tifo giuliano a Udine, fra 48 ore, non farà piacere nemmeno agli ultras bianconeri: la “partita delle partite” senza gli storici avversari da sfottere perde naturalmente quello spirito folcloristico che caratterizza tutti questi incontri.
E' una sconfitta, suppur minima, anche per le casse dell'Apu: in fondo saranno comunque un po' di biglietti in meno venduti e qualche migliaio di euro di incasso mancati, anche se i tagliandi rimangono comunque in vendita per i residenti a Trieste. E' una brutta notizia per il basket italiano, che non naviga certo in acque cristalline: le due big di Eurolega che nel torneo continentale sono costantemente nelle parti medio basse della classifica, la Nazionale che fa fatica, palazzetti non sempre pieni (4 mila spettatori scarsi a partita; in Spagna, due anni fa, la media era di quasi 6 mila abbonati ad incontro), impianti spesso vetusti, un grosso club sparito a campionato in corso (Trapani), diritti spostati da una città all'altra, il famigerato “protocollo” che ha ridotto sensibilmente il numero di tifosi in trasferta, e potremmo continuare.
Ma soprattutto è un debacle per le forze dell'ordine e per tutto il sistema che ha atteso il giovedì per prendere una decisione. Sulla quale non entriamo nel merito, perché la scelta di portare a soli 84 il numero dei biglietti per gli ospiti dipende da tanti fattori, anche e soprattutto logistici del Carnera. Ma il solo fatto che non si riesca a gestire senza affanni un derby che raramente ha causato criticità è lo specchio di qualcosa che non funziona. In un'epoca in cui ci sono le telecamere ovunque, più che vietare a nostro avviso bisognerebbe punire chi crea disordini. E severamente. Ma per quattro imbecilli non devono pagare tutti.