Trieste, 07 Novembre 2026

I "nuovi" biancorossi si presentano, Arcieri: "Vogliamo vincere insieme"

07 Novembre 2026 Autore: Sofia Diletta Zuljan

Un progetto che guarda al futuro, ma che affonda le proprie radici in una storia cestistica che a Trieste continua a rappresentare un punto di riferimento. La Pallacanestro Trieste ha presentato venerdì 6 novembre, nella sede della BCC Venezia Giulia, i nuovi componenti dello staff tecnico e del roster, in un momento che ha permesso di fare il punto sul percorso della squadra e sulle ambizioni per il prosieguo della stagione.

A fare gli onori di casa è stato Michael Arcieri, general manager biancorosso, che ha sottolineato innanzitutto l'importanza del lavoro collettivo: «Vogliamo vincere, ma vincere insieme». Un concetto che sembra riassumere perfettamente la filosofia alla base del progetto, in un gruppo che, secondo Arcieri, sta lavorando molto bene.

Parole di riconoscenza anche per la BCC, al quarto anno al fianco della società: quella nata come una sponsorizzazione si è trasformata in una “partnership più che sponsorship”, con un coinvolgimento sempre più profondo nella realtà cestistica cittadina. Un sostegno che si affianca all'attenzione per il territorio e alle iniziative sociali, come quelle promosse insieme alla Fondazione e alla Caritas.

«Trieste è una città che respira la pallacanestro da sempre», ha ricordato Fabio Siderini, capo filiale della BCC, sottolineando il valore di un ambiente nel quale il basket rappresenta molto più di una semplice disciplina sportiva.

A raccontare il lavoro quotidiano della squadra è stato anche il nuovo staff tecnico. Il neo allenatore Francesco Taccetti, già presente nella passata stagione in qualità di vice, ha ribadito l'importanza della continuità e della fiducia nel percorso intrapreso: «Trust the process: tutto quello che viviamo ogni giorno sono mattoncini di esperienza». Un principio che accompagna la crescita del gruppo e che richiede pazienza, lavoro e consapevolezza. Per Matteo Cassinero, assistente allenatore, l'approdo a Trieste rappresenta «una grandissima opportunità e un grande onore», soprattutto in una città con una tradizione cestistica così importante. Accanto a lui Tommaso Della Rosa, che ha raccontato di aver avuto bisogno di ritrovare serenità nella pallacanestro: «Devo dire che la scelta di Trieste è stata molto fortunata».

Uno sguardo poi ai protagonisti sul parquet, a partire da Lajae Jones, arrivato dalla Florida alla sua prima esperienza da professionista in Europa. L'ambientamento passa anche attraverso le relazioni costruite fuori dal campo: «I momenti che passiamo insieme fuori e dentro al campo mi fanno sentire come se fossi al college, li chiamo quasi fratelli».

Esperienza internazionale e ambizioni non mancano a Langston Galloway, già passato dal campionato italiano con Reggio Emilia e Trapani. L'entusiasmo per il ritorno in Italia è accompagnato dalla voglia di assumere un ruolo importante: «Voglio essere la versione migliore di me stesso perché so che questo può aiutare il team». L'obiettivo è crescere insieme, mettendo la propria esperienza a disposizione dei compagni: «Vogliamo dare il meglio ogni singola sera».

Percorso internazionale anche per Luka Brajkovic, che negli ultimi quattro anni ha cambiato cinque Paesi e sta ritrovando il ritmo dopo un infortunio, e per Abramo Canka, che ha già avuto modo di giocare negli Stati Uniti, in Lituania, Italia e Russia.

A chiudere il giro di dichiarazioni è Sean McDermott, che ha espresso tutta la soddisfazione per il ritorno in una città nella quale il gruppo sembra aver trovato la propria dimensione: «Siamo felici di essere tornati a Trieste, non c'era nessun altro posto in Europa dove avremmo preferito essere con la nostra famiglia». E sullo spirito della squadra non ha dubbi: «Credo sia il team più unito in cui io sia mai stato a qualsiasi livello, sia nello spogliatoio che sul campo».

Un'unione che dovrà tradursi anche nei risultati: dopo tre vittorie consecutive nelle prime sei gare, i biancorossi sono attesi dall'impegno dell'8 novembre contro Roma, un'altra occasione per dimostrare quanto il lavoro quotidiano possa trasformarsi in ambizione sul parquet.
 


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