Un passaggio a vuoto, il terzo di fila nelle Round of 16, che ora tiene la Pallacanestro Trieste irrimediabilmente lontana dalla qualificazione ai quarti di finale di BCL. C’è molta, troppa Gran Canaria per i biancorossi, che si complicano ulteriormente – e forse, definitivamente – la vita nel girone. Rinunciando per 40’ netti a Ramsey (nuovamente problemi alla caviglia?) e con una Dreamland oliata alla perfezione da Jaka Lakovic, che non è stata nemmeno la lontana parente di quella spesso pasticciona vista a Las Palmas nella gara di andata, i buoi in via Flavia scappano dalla stalla già tra secondo e terzo quarto, per un 70-94 con poche repliche.
Non una partenza da fulmini di guerra per Trieste, che perde due palloni e trova due triple con Brussino. A metterci una pezza è Brown da lontano (3-6) ma Gran Canaria alza ulteriormente la voce ancora con Brussino da tre assieme a una schiacciata di Tobey (4-11 al 4’). I biancorossi si rivitalizzano un po’ trovando qualche pertugio prezioso in pitturato con Toscano-Anderson e Sissoko (-1 due minuti dopo, sul 12-13), anche se il Dreamland riempie l’area di casa in un modo tale da trovare sempre punti importanti. Senza il contributo di Ramsey, c’è anche Iannuzzi sul parquet: Gran Canaria fa cilecca al tiro negli ultimi due minuti e mezzo di periodo, ma chiude ugualmente avanti alla prima sirena con i liberi di Wong (19-21).
È subito mini-break spagnolo dopo poco più di un minuto di secondo quarto: 5-0 e Gonzalez deve correre immediatamente a chiamare time-out, anche se la tripla di Salvo di tabella del -10 giuliano suona come il rumore di unghie sulla lavagna (19-29). Il tentativo di rimonta successivo arriva dalle solite mani di Brown, ben assistito da Uthoff e dal 2+1 successivo di Sissoko (27-33), Gran Canaria però gioca a memoria in post-basso e in difesa Trieste non incide: il team di Lakovic torna in doppia cifra di vantaggio con Tobey al 17’, allungando con Brussino (31-43) e trovando sempre le soluzioni ottimali in attacco. Il team di casa è costretto a inseguire, il -12 di metà partita sul 37-49 è quanto di più lapalissiano a quanto visto nei venti minuti iniziali.
Il Dreamland fa le prove di fuga subito dopo il rientro in campo dagli spogliatoi: pronti, via e i “canarini” volano via con il parziale di 7-0 a diventare già una discreta pietra tombale sulle ambizioni di rimonta biancorosse (37-56). Toscano-Anderson lancia un timido segnale di risveglio con la tripla dall’angolo e due appoggi al vetro (46-60 al 25’), un fuoco di paglia perché due bombe consecutive di Pelos spengono le velleità di casa e accendono i fischi di un PalaTrieste tutt’altro che ebbro di gioia (48-68, che diventa 50-71 a dieci dalla fine). L'ultimo quarto è una sorta di "tanto a poco," in cui "JTC" rimpingua il proprio score in un ambito dove Gran Canaria si diverte a giocare a pallacanestro, portando a casa con merito una vittoria che assomiglia tanto al canto del cigno giuliano in Europa.
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PALLACANESTRO TRIESTE 70
DREAMLAND GRAN CANARIA 94
(19-21; 37-49; 50-71)
PALLACANESTRO TRIESTE: Toscano-Anderson 16, Martucci ne, Ross 4, Deangeli, Uthoff, Ruzzier 3, Sissoko 13, Candussi 2, Iannuzzi 3, Brown 16, Brooks 5, Ramsey ne. All. Gonzalez
DREAMLAND GRAN CANARIA: Nzambi 4, Wong 8, Vila 15, Samar 4, Albicy 1, Brussino 15, Salvo 7, Alocen, Pelos 17, Tobey 12, Kuath 6, Robertson 5. All. Lakovic
Arbitri: Gedvilas, Marques e Poursanidis
(credits ph. BLC)