Sui social, da ieri in tarda serata, è soprattutto un profluvio di critiche e commenti negativi, con poche voci fuori dal coro a ricordare che, in fin dei conti, siamo sesti in campionato e alle Final Eight di Coppa Italia. Certo, Facebook non è il termometro più obiettivo degli umori della piazza, anche perché, su internet, si sfogano soprattutto i più delusi e arrabbiati, e va detto che dopo il tonfo con Gran Canaria il palazzo ha fischiato ma nemmeno in modo troppo assordante. Però, in ogni caso, al di là di qualche animo un po' troppo esacerbato nei confronti di società, allenatore e giocatori, la tendenza è quella di un'insoddisfazione generale.
E' vero che, fin qui, in campionato il sesto posto rimane comunque un posizionamento discreto e la qualificazione per l'evento della prossima settimana a Torino conferma la Pallacanestro Trieste fra le top in Italia. Anche in Europa, per quanto l'eliminazione sia ormai ad un passo, per essere al primo anno di BCL il cammino non è stato così malvagio. Ci sono però una lunga serie di distinguo. Intanto, restando alla kermesse continentale, con la sconfitta di ieri sera i biancorossi hanno inanellato 8 ko su 13 gare, una percentuale abnorme anche perché, molti di questi, sono arrivati con avversari alla portata (cechi, ungheresi, bosniaci, la stessa Gran Canaria è quartultima in Spagna...). Non solo: la sconfitta con la compagine iberica ha rappresentato l'ennesima imbarcata in un'annata che sta vedendo Trieste uscire spesso con le ossa rotte. Si può perdere, ma non come ieri. Senza reazione, senza un cambio di passo, con l'inerzia sempre nelle mani degli avversari; e con la speranza, per tutto il secondo tempo, che la partita finisse il più velocemente possibile. Insomma, non quel gran coinvolgimento che ci aspettavamo all'inizio dell'avventura continentale.
Anche in Italia, al di là della onesta posizione di classifica, con le grandi, tolta Milano, la squadra di Gonzalez ha spesso fatto cilecca: battuta da Bologna, Brescia, Venezia, Trento e Tortona domenica scorsa, non di rado con distacchi pesanti, mentre ha sofferto con le cenerentole, vedi Cantù, Treviso e Sassari, oltre ad aver perso male a Varese (terzultima). Ma più in generale, oltre allo score, c'è qualcosa, sul parquet, che non quadra: primi tempi sontuosi e poi tracolli improvvisi (o viceversa), 39 punti subiti in un quarto (a Tortona), difficoltà a leggere le situazioni, una difesa che per gli avversari diventa un'autostrada. Fino a che punto sia responsabilità di Gonzalez o invece la colpa sia dei giocatori che non stanno rendendo è difficile da comprendere, e probabilmente la verità sta nel mezzo, come spesso capita. Ormai si è scelto di continuare con questo staff tecnico e va bene così, i conti si faranno alla fine. Ma al netto del risultato, quel che manca finora è il divertimento. Sugli spalti e forse anche in campo.