Trieste, 05 Marzo 2026

Gianluca Mauro: "Dispiace per la situazione. Il futuro? Prima cosa patrimonializzare la società"

03 Marzo 2026 Autore: Gabriele Lagonigro

Non è solo la Trieste sportiva ed istituzionale a rammaricarsi per la situazione creatasi attorno al basket. Solidarietà è stata espressa ieri dai tifosi della Dinamo Gorizia durante il derby con la Falconstar di Monfalcone: uno striscione esposto dalla frangia più calda del tifo isontino recitava infatti “l'amore non si vende, rispetto per Trieste”. Bravi. Ma c'è anche un pezzo di Friuli assolutamente preoccupato per ciò che sta succedendo dalle parti di via Flavia. Gianluca Mauro è rimasto legatissimo alla città: è stato il general manager dell'epoca Alma e con i supporter biancorossi riuscì a creare un'intesa ancora viva nella memoria della curva e non solo.

“Mi dispiace enormemente per queste nubi che aleggiano e per la possibilità che l'attuale proprietà possa trasferire i diritti a Roma” è il suo commento. “Trieste non lo merita: è una piazza unica, ha una passione che in Italia può vantare solo Bologna, il pubblico giuliano è numeroso, competente, sempre caloroso verso la squadra e sarebbe veramente un peccato se dovesse finire in questo modo”.

Matiasic ha posto l'accento sulla scarsa disponibilità del territorio a sostenere la società... “Può anche essere vero, ma sono aspetti noti da decenni: non conoscevano la realtà in cui sono venuti a investire? Mi sembra una giustificazione che, in questo momento, non sta in piedi”.

Mauro ritiene che “bisognava parlare chiaro e spiegare la situazione: a Trieste la gente è intelligente e capisce, si poteva affrontare la questione spiegando la propria intenzione di spostare l'interesse verso la Capitale, magari stimolando il territorio a dare di più. Averlo scoperto invece da un servizio giornalistico di una testata romana non è stato sicuramente molto elegante e per come conosco io i triestini, è questo probabilmente che dà ancora più fastidio e che ha fatto maggiormente arrabbiare tifosi e istituzioni”.

Come uscirne? “E' complicato. Se si riuscisse a creare un gruppo di imprenditori interessati in chiave futura bisognerebbe innanzitutto patrimonializzare la società, per evitare che ogni tre o quattro anni succeda qualcosa di simile. Io penso che fra sponsorizzazioni e abbonamenti non sia difficile trovare il budget per disputare un'A2, ma l'importante è che il club sia autosufficiente. Poi certo, per mantenere un'A1 di vertice serve di più, ma se il rischio è questo meglio fare con le proprie risorse”.


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