Trieste, 28 Febbraio 2026

Gianfranco Cergol e il "caso" Matiasic: "C'è un accordo scritto, fino al 2029 il marchio resta qui"

28 Febbraio 2026 Autore: Silvia Domanini

Il suo nome, Gianfranco Cergol, è legato al mondo dell’imprenditoria locale, ha fondato ed è amministratore delegato di Italspurghi Ecologia di Trieste, azienda specializzata nella gestione del ciclo dei rifiuti ma è da sempre uomo di sport. Molto attivo nel sostegno al basket, Pallacanestro Trieste e Futurosa, e con un’esperienza nel calcio, avendo assunto il controllo della Triestina nel 2013, prendendo le redini della gestione e della proprietà.

Come vede in questo momento la situazione sportiva a Trieste?

Sicuramente una bella gatta da pelare. Con la Triestina spero che i problemi si risolvano presto: con queste gestioni non si capisce mai cosa stiano facendo. So che hanno dato gli stipendi prima della scadenza e credo quindi che abbiano volontà e voglia di sistemare tutto. Non la vero nera, questo no.

Però si prospetta un futuro, se andrà bene, nel campionato di Serie D e si sa quanto sia difficile risalire dai dilettanti...

Certo. Ricordo che quando c’ero io siamo ripartiti dall’Eccellenza e poi piano piano siamo risaliti in D. Tutto sta nel rincominciare e forse è meglio proprio da zero piuttosto che portarsi dietro tutta una serie di problematiche.

Secondo lei cosa serve per ripartire?

Serietà. Una parola che, se si dà, va mantenuta. All’epoca noi siamo usciti perché non ce la facevamo e Trieste non è una piazza che offra molto ed intendo come sponsor, ossia aziende piccole private. Non siamo un territorio come Treviso o Venezia con un sacco di attività che possono sostenere lo sport locale.

A Trieste nessuno investe nel calcio, non c’è cioè un imprenditore interessato a portare in alto l'Unione. Per quale motivo, secondo lei?

Bisogna parlare con chi è forte, io sono un piccolo imprenditore che cerca di arrancare, punto e fine. Non ho la forza di essere un main sponsor, non riesco.

Non le manca il mondo del calcio?

No, perché ho visto l’ambiguità delle persone nei nostri confronti. Parlo di tifosi, non però degli ultras che si sono comportati bene con noi e con i quali ancora oggi ci sono ottimi rapporti. Per esempio mi sento con Lorenzo Campanale e facciamo piccole cose assieme e dalle piccole, si sa, nascondo le grandi opere.

Chiudiamo la parentesi calcio: cosa ne pensa invece di ciò che sta accadendo nel basket?

Posso dire solo una cosa, ossia che quando eravamo fra i soci ed abbiamo venduto al primo gruppo di americani, l’impegno era che il marchio rimanesse fino al 2029 a Trieste. Per cui io su queste cose resto sereno, poi può succedere tutto e il contrario di tutto, però l’impegno è sottoscritto, firmato davanti ad un notaio.

Il rischio è però che a Trieste si perdano calcio e basket, in fin dei conti biglietti da visita della città, non le pare?

Lo so, questo è vero, purtroppo. Noi siamo piccoli imprenditori che diamo un contributo alla Pallacanestro Trieste e se dovesse davvero avvenire il trasferimento a Roma, per noi sarebbe un tradimento bello e grande. Abbiamo creduto, siamo entrati a sponsorizzare ancora ai tempi in cui c’era l’Alma e siamo rimasti. Se ci sarà questo tradimento, prenderemo anche noi le nostre dovute precauzioni.

La sua storica azienda come sta?

Le cose vanno bene ma bisogna stare sempre sul pezzo, pronti a muoversi e noi facciamo investimenti perché crediamo in questo lavoro. Ho inoltre la fortuna di avere due figli che mi seguono e stanno prendendo in mano anche loro la situazione e siamo arrivati quasi a 200 dipendenti. Siamo anche un’azienda che ha investito sul territorio creando posti di lavoro.

Come vede in generale il futuro di Trieste?

Dal punto di vista della politica non posso dir nulla perché non la mastico, per il resto la vedo invece bene. Trieste è sempre stata una città viva e noi ci crediamo.

Lei entrerebbe mai in politica?

No, no, no. Ho delle simpatie, certo, come tutti quanti noi ma se io entrassi in politica creerei un problema all’azienda o da una parte o dall’altra, a seconda con chi mi schiererei ovviamente. 


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