Un comunicato da sottoscrivere appieno perché l'unica cosa che conta, in questo momento, è trovare una soluzione e consentire alla Pallacanestro Trieste di disputare la prossima stagione in via Flavia.
La provocazione che la società aveva in mente nei giorni scorsi è fortunatamente rientrata grazie a qualcuno che ha convinto i vertici dirigenziali ad evitare comunicazioni ufficiali in merito al trasloco a Gorizia. E meno male, perché trasferirsi al PalaBigot sarebbe stato un suicidio sotto ogni punto di vista: sportivo, innanzitutto, con il venir meno di buona parte dei tifosi; e poi economico, perché avrebbe inciso negativamente su campagna abbonamenti e sponsor.
Un passo indietro necessario, insomma, e a nostro avviso oltretutto inevitabile perché non è con le istituzioni locali che la Pallacanestro Trieste deve fare la guerra, semmai dovrebbe recitare innanzitutto un mea culpa sul mancato rispetto di alcune pendenze verso il proprietario del palasport (ill famoso progetto di fattibilità tecnica ed economica e il piano economico finanziario, per quanto l'obbligo era in capo alla gestione Matiasic), senza dimenticare la scelta di non partecipare alla procedura di gara per la gestione del palazzo.
Che poi il Comune e tutti gli enti pubblici abbiano tempistiche dettate dalla burocrazia non lo si scopre certo ora ma da piazza Unità, fin dalla proposta del canone a 10 mila euro l'anno, si sta tentando di andare incontro alle esigenze della società e naturalmente dei suoi tifosi. E che inoltre possa entrare in gioco la Regione con un contributo per le spese di gestione è un valore aggiunto ulteriore e forse addirittura fondamentale, a conferma che il lavoro di squadra paga.
Il problema non è ancora risolto ma la nuova comunione di intenti fa capire che siamo sulla strada giusta. Evitando strappi e colpi di testa e lavorando sotto traccia la soluzione potrebbe essere alla portata.