Trieste, 20 Aprile 2026

La Curva "alza" il tono delle proteste: la contestazione a Petrucci è il prologo ad altre iniziative

20 Aprile 2026 Autore: Gabriele Lagonigro

"Tutto questo non può finire". Lo hanno scritto a chiare lettere ieri, al palazzo, durante la partita con Brescia. E lo ribadiranno nei prossimi giorni nella conferenza stampa che era stata indetta per domani all'hotel Milano ma che invece è rimandata di qualche giorno. La Curva Nord alza la voce e probabilmente annuncerà una serie di iniziative per sensibilizzare la città sul futuro della Pallacanestro Trieste. Già, perché siamo ormai a fine aprile e del nostro avvenire cestistico non c'è alcuna certezza, se non che il “palazzo” ha ufficialmente comunicato che è già stata presentata una richiesta di trasferimento a Roma. Di chi sia non è dato sapere ma sembra chiaro che provenga o da San Giusto o da Cremona. Altre notizie non ce ne sono e tantomeno è pervenuta alcuna comunicazione dal “presidentissimo”, che come ampiamente previsto in via Flavia non ci ha più messo piede. Anche ieri il suo seggiolino era vuoto, ma c'era da immaginarselo.

Paul Matiasic non parla perché probabilmente non ha niente da dire: attende anche lui gli sviluppi della situazione ma se da una parte aumenta la preoccupazione per il fatto che potrebbe essere lui ad avere ufficialmente inoltrato la domanda per spostare armi e bagagli nella Capitale, dall'altra qualche spiffero riporta invece che il trasloco avrebbe subito qualche impedimento. Ma sono solo voci. In ogni caso, se l'avvocato di San Francisco non dovesse farcela nel suo intento ormai più che conclamato, è difficile che torni indietro, o almeno non alle stesse condizioni. Che possa tentare di vendere la Pallacanestro Trieste, magari a uno dei vari fondi americani che hanno già investito in Italia in altre discipline? Mistero.

Il PalaTrieste, e nello specifico la parte più calda dei suoi supporter, ha intanto preso posizione scagliandosi ieri a gran voce contro Gianni Petrucci. Una scelta più che comprensibile anche se il plenipotenziario della Federazione non è ovviamente l'unico responsabile per queste assurde regole che consentono spostamenti da una piazza all'altra. Finora Matiasic è stato risparmiato dalla contestazione ma il fastidio per questo suo silenzio prolungato è in ascesa. Chissà se nei prossimi giorni la Curva annuncerà, fra le varie iniziative, una protesta nei suoi confronti. Civile, per carità, ma forse è giunto il momento. 


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