Trieste, 30 Aprile 2026

Dalla guerra fredda allo scontro totale: tutto ciò di cui non sentivamo il bisogno

30 Aprile 2026 Autore: Alessandro Asta

Una sorta di guerra fredda diventata caldissima nel giro di poco più di 24 ore. Lo avevamo sottolineato proprio qualche giorno fasu queste colonne come l’enorme silenzio che avvolgeva la Pallacanestro Trieste e le istituzioni locali era un esercizio che non poteva né doveva continuare a lungo, considerando la preoccupazione di tifosi per i venti di tempesta che soffiano impetuosi da mesi su un futuro del basket di vertice lontano dalla città. Detto, fatto: compiacendoci in prima battuta di come siano bastati un paio di nostri articoli per smuovere in poche ore le acque sin troppo chete degli ultimi tempi (non dimentichiamoci mai che – oltre alla sopravvivenza della pallacanestro giuliana – è in gioco anche la passione di migliaia di appassionati), la diatriba tra la società presieduta da Paul Matiasic e il Comune di Trieste sta prendendo i connotati di una vera e propria escalation.

Prima la mail dello scorso 22 aprile, partita dagli uffici di Piazza Unità e destinata al gm Arcieri, con l’invito (caduto nel vuoto) a una call con sindaco e assessore allo sport per fare il punto della situazione; oggi la risposta arrivata direttamente dalla stanza dei bottoni biancorossa e a firma proprio del dirigente italo-americano, a sottolineare la mancata erogazione da parte del Comune di 342 mila euro per la gestione del palazzo dello sport, sino al nodo della scadenza del 30 giugno (ancora non rinegoziata) della convenzione per l’utilizzo dell’impianto. Quasi immediata, a distanza di poche ore, la replica da parte di Palazzo Cheba, con tanto di cifre riportate puntualmente nero su bianco. Con annessa risposta, tra le tante sciorinate nel comunicato stampa di ieri sera, sul perché quei 342 mila euro non siano ancora stati erogati. Tradotto: la società risulta tuttora inadempiente per non aver presentato sia il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) che un Piano Economico Finanziario (PEF) nell’ambito di una proposta per la gestione del PalaTrieste a decorrere dalla stagione 2026/2027. E con l’indicazione da parte del Comune stesso, rivolta al diretto interlocutore, di evitare narrazioni parziali o strumentali che alterano la realtà dei fatti.

In attesa di ulteriori botta e risposta (se mai ne arriveranno altri), a far riflettere maggiormente è – su lato Pallacanestro Trieste – quel “Amiamo il PalaTrieste, è il nostro fortino e intendiamo giocarci ancora per molti anni", contenuto nella nota ufficiale del pomeriggio di ieri, che fa un po’ a botte con la richiesta degli scorsi mesi avanzata dall’attuale proprietario biancorosso per l’utilizzo del Palaeur capitolino (voci mai smentite da parte di Paul Matiasic). E che assomiglia parecchio a una volontà di innalzare il livello dello scontro, dopo una fase di silenzio assoluto, con l’attacco rispedito al mittente da parte del Comune. C’è ora da chiedersi: si sarebbe potuto risolvere questa diatriba lontano dai riflettori, rispondendo magari semplicemente a quella famosa mail? Ciò che conta, al momento attuale, è che il punto di non ritorno tra le due parti è stato raggiunto in un battito di ciglia. E che l’orizzonte, lì davanti agli occhi di tutti, è ancora zeppo di nuvoloni neri carichi di grandine. 


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