Il silenzio di Paul Matiasic e del suo staff è ancora più inquietante alla luce della precisazione che il Comune di Trieste ha voluto testimoniarci pochi minuti fa, subito dopo l'uscita del nostro articolo sull'immobilismo preoccupante che non rende per niente ottimisti sul futuro del basket cittadino. E quanto palesato dai vertici del Municipio lascia veramente interdetti. Per cercare di avere un po' di chiarezza sulle mosse dell'avvocato americano, infatti, dagli uffici del Comune era partita mercoledì 22 aprile una mail con la quale si chiedeva alla società, e nello specifico al suo referente in loco, Michael Arcieri, una call con il sindaco Roberto Dipiazza e con l'assessore allo Sport Elisa Lodi. Naturalmente, l'invito era esteso anche e soprattutto al presidente Paul Matiasic e la proposta del primo cittadino e dell'assessore era per lunedì 27 aprile alle 16.30 (ieri). Risposta? Nessuna.
Un'indifferenza che lascia basiti e che ha indispettito anche la principale istituzione cittadina. Che la situazione sia ingarbugliata è evidente ma che in casa Pallacanestro Trieste non si abbia il tempo (o - peggio - la voglia) di perdere un minuto anche solo per ringraziare dell'interesse e rinviare l'incontro a data da destinarsi è un segnale eloquente e onestamente inqualificabile. Anche perché, fino a prova contraria, il Comune è il proprietario dell'impianto dove gioca la squadra e dove lavora la società e un minimo di rispetto, anche solo per questo, sarebbe doveroso.