Tutto finirà come previsto in classifica: magari si poteva prevedere la vittoria di Trieste, ma va bene, settimi comunque, si ricomincia dalla prossima settimana. Con un gioco nuovo? Auspicabile ma impossibile; ma forse con un cuore che qua e là stasera si è visto.
Il destino fa incrociare all’ultima giornata le due squadre che più soffrono delle tristi manovre societarie legate a Roma e al futuro, a quanto pare, di parte del basket italiano. Di conseguenza, sodalizio immediato tra il PalaTrieste e la manciata di fedeli cremonesi all’ultima gara stagionale, e non solo, della loro squadra. Il brio della partita fa subito dimenticare il grigiore milanese, anche grazie a un palasport di ben altra temperatura. Cremona trova più continuità in attacco, anche se i valori in campo sembrano rispecchiare la simile posizione in classifica. Willis azzecca tutto, anche da quasi metà campo, portando Cremona sul +9: e alla fine i punti subiti da Trieste nel primo quarto sono, come quasi sempre, troppi. Per i padroni di casa la soluzione coi due piccoli, già usata a fine primo quarto, dà più ritmo a inizio secondo, quando qualche bomba finalmente va a segno e il margine si annulla. Ramsey come sempre guida l’attacco, che però in tutta la prima parte di gara perde punti già fatti anche quando le linee di passaggio non sono avventurose – altra storia già vista e su cui c’è sempre da migliorare. Come del resto sulla difesa, impreparata in più di un caso contro la coppia Willis-Battle che chiude con metà dei punti della sua squadra.
Non si può dire che la musica cambi dopo l’intervallo. L’attacco si ripropone sempre simile e non sempre efficace, e in difesa è facile che resti l’uomo libero, soprattutto sotto canestro. Si arranca a una decina di punti di distacco e, del resto, difficile inventarsi una soluzione a problemi durati l’intera stagione. A una tripla sbagliata da Battle che aprirebbe una voragine segue una bomba di Uthoff e un time out che lancia gli ultimi due minuti del terzo periodo sul -10: che tale resta. Ci vuole l’entusiasmo che Sissoko mostra dalla panchina per vedere una rimonta: e finalmente i primi minuti dell’ultimo periodo rappresentano il meglio che si sia visto ultimamente in casa biancorossa. Sul -3 si vedono perfino sorrisi sui seriosi volti dei nostri, e mentre Brescia e Bologna fanno ciò che ci si aspetta, Trieste può gettarsi nel punto a punto senza troppi pensieri. Tornare alle bombe non sembra una buona idea: eppure Trieste si incarta quasi subito e il rientro di Anigbogu, carico di falli dal secondo quarto, complica ulteriormente la vita nel pitturato. Cremona riconquista un margine che quasi solo i punti di Ramsey, che chiuderà con 30, mantengono labile; finché un missile di Willis dopo una quasi persa di Casarin chiude il discorso. Finale 89-94; ora ci aspetta Brescia, come l’anno scorso: dimenticando almeno sul campo, se si riesce, le altre grane finché si può ancora giocare a basket.
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PALLACANESTRO TRIESTE 89
VANOLI CREMONA 94
(22-29; 44-53; 64-74)
PALLACANESTRO TRIESTE: Toscano-Anderson 4 (2/3, 0/1), Martucci ne, *Ross 19 (5/6, 2/3), *Deangeli 1 (0/3, 0/1), Uthoff 6 (1/1, 1/3), Ruzzier 5 (1/2, 1/3), Candussi 7 (2/3, 1/5), Iannuzzi ne, *Brown 7 (2/3, 1/4), Moretti (0/2 da tre), *Bannan 10 (2/7, 0/1), *Ramsey 30 (10/11, 2/5). All. Taccetti
VANOLI CREMONA: *Anigbogu 19 (6/9, 0/1), *Willis 18 (3/5, 4/11), *Casarin 8 (1/7, 0/1), *Grant 15 (7/7), *Galli 6 (3/3, 0/3), Udom ne, Battle 18 (2/5, 4/7), Burns 10 (4/5, 0/3), De Gregori, Durham ne, Ndiaye ne. All. Brotto
Arbitri: Borgioni, Bongiorni e Catani