Doveva essere un “salvagente” eccellente riconfermatissimo per tenere alto il tasso tecnico della squadra, rischia invece di diventare una telenovela di cui i tifosi non avevano affatto bisogno, dopo i mesi messi alle spalle carichi di tensione e di speranze. Che Markel Brown – sin qui co-capitano della Pallacanestro Trieste che con tutta probabilità non sarà presente all’inizio della preparazione atletica della squadra perché “attratto” dalle sirene di mercato e “distratto” da un progetto tecnico futuro biancorosso che la guardia a stelle e strisce sembra guardare con diffidenza – diventi una sorta di… pietra dello scandalo a pochi giorni dal raduno del team di Taccetti, è indiscutibilmente un colpo allo stomaco doloroso da digerire. Che suona tanto di addio anticipato, ma su cui andrà indubbiamente fatta luce a breve da parte della società.
Certo, c’è un contratto da onorare (Brown ha teoricamente ancora un anno in maglia giuliana), così come la volontà di non andare allo scontro frontale tra Pallacanestro Trieste e giocatore che sarebbe il male assoluto per un gruppo-squadra che ha bisogno di certezze e non di punti interrogativi ben prima della prima palla a due della nuova stagione. E allora? Il “pasticcio” improvviso (ma che a questo punto viene da pensare che covasse già da tempo) deve per forza di cose diventare un’opportunità, se addio sarà davvero. E dunque, con pochi romanticismi e con tanta sostanza, ora Mike Arcieri (attendendo una posizione ufficiale) è costretto a fare di necessità virtù. Monetizzando il più possibile l’uscita di scena di un atleta importante, ma che a fronte di un buyout pesante da far pagare a chi Brown vorrà prenderselo si possa poi riutilizzare i denari in fretta per sistemare ciò che manca al roster da dare in mano a coach “Taccio”.
In attesa di novità e di capire quale sarà il destino del numero 22 nativo di Alexandria in Louisiana, ecco confezionato l’ennesimo mal di pancia da dare in pasto ai tifosi triestini. Di cui se ne poteva fare abbondantemente a meno.