Trieste, 18 Maggio 2021

La conquista dei play-off, un'impresa da uomini veri

26 Aprile 2021 Autore: Alessandro Asta

Risorgere dalle proprie ceneri in due partite, e nel giro di una sola settimana, si può. Li avevamo (a ragione) ammoniti, criticati per un presunto lassismo dopo molte prove incolori. E hanno finito (nuovamente, guardando la recente storia biancorossa) per far ricredere tutti. Se c’è una cosa che la conquista matematica dei play-off da parte della Pallacanestro Trieste può insegnare è che, in fin dei conti, chi ha orgoglio in corpo la spunta sempre. Da un’Allianz che – vedendo il linguaggio del corpo di qualche settimana fa, elemento imprescindibile e asettico per qualsiasi tipo di analisi tecnica che va oltre qualsiasi tipo di simpatia o antipatia per chicchessia – faticava non poco per mettere un briciolo di continuità di rendimento sul parquet, ce n’è un’altra che di voglia ancora di combattere e di proseguire la propria stagione ha saputo fare il proprio credo negli ultimi 80 minuti giocati. E tutto questo non era affatto scontato.

Dalle difficoltà si può riemergere, a costo di essere uniti per una causa comune. C’era chi, nel team giuliano (e anche qui bastava vedere un po' le prestazioni effettive sul campo) sembrava aver già imboccato una sorta di “viale del tramonto” biancorosso, con la testa già altrove. Uno tra tutti, quel Milton Doyle che nella sera di Masnago si è trasformato per larghi tratti in un uomo-squadra che non solo segna, ma fa giocare anche la squadra (vedi gli 8 assist dispensati). Squadra, appunto: quando la Pallacanestro Trieste lo è stata al 100%, senza egoismi e protagonismi spinti, la differenza è sempre riuscita a farla. E a questo punto della stagione, per qualsiasi obiettivo si lotti, la forza del collettivo diventa il sottilissimo confine tra il trionfo e il fallimento: la spallata decisiva dell’Allianz di ieri sera che ha portato cinque in doppia cifra è di quelle da uomini veri. Indipendentemente dall’avversaria che si ritroverà davanti ai quarti di finale scudetto, la Trieste che si è regalata il prolungamento di stagione è quella del “non mollare mai”, motto coniato da Mario Ghiacci già ai tempi della A2, alla vigilia di campionati da pane e salame dove mantenere la categoria per non finire nuovamente nell'oblio era il traguardo più ambito. Stavolta il premio è certamente più ricco, ma l’ottovolante con cui abbiamo simpaticamente abbiamo voluto identificare l’Allianz nella copertina del nostro nuovo numero non ha provocato malessere e nausea, bensì la volontà di riemergere dalle mille difficoltà di una stagione difficile, faticosa e con tanti inevitabili alti e bassi. Un’impresa non scontata, un traguardo meritato: brava Trieste a conquistarsi tutto questo. E a non disgregarsi quando tutto sembrava andare nel verso sbagliato.


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