Trieste, 16 Settembre 2021

Allianz, hai ancora orgoglio e carattere per giocarti i playoff?

16 Aprile 2021 Autore: Alessandro Asta

Con buona probabilità, rinverdire i “fasti” della miglior Allianz della stagione – lontani ahinoi da qualche mese – non sarà possibile. Ma finire il campionato con la parvenza di aver dato davvero tutto per la causa biancorossa, questo sì che è un ambito che va assolutamente cavalcato. E indipendentemente dalle difficoltà paventate nell’ultimo periodo dall’ambiente interno giuliano.

Se c’è una sicurezza che il rovescio di mercoledì sera a Trento (il quarto di fila) ha dato alla Pallacanestro Trieste, ammesso naturalmente che ce ne fosse reale bisogno, è che poco o niente sta funzionando: i piani-partita vanno gambe all’aria dopo pochi minuti dalla palla a due, così come la solita rincorsa nel punteggio si tramuta nel solito medesimo risultato di perdere punti preziosi per strada con annesse differenze canestri contro le dirette concorrenti. Ma ciò che preoccupa di più è quella strana ma palpabile sensazione che i giri a vuoto sul parquet di alcuni effettivi biancorossi (evidentemente più propensi ormai a pensare cosa sarà di loro nei mesi futuri, anziché a riflettere seriamente su come onorare al meglio la maglia che indossano…) siano poi portatori dell’incapacità attuale – dentro e fuori dal campo – di riuscire a ribaltare come una frittata un’inerzia della partita che nelle ultime settimane abbiamo raramente visto nelle mani dell’Allianz. E certamente l’infortunio muscolare delle ultime ore di Fernandez non agevola il compito di ricomporre in tempi rapidi i pezzi di un puzzle che si sono sparpagliati davvero troppo repentinamente sul parquet, con gli effetti di cancellare dalla mente tutto ciò di buono che era stato fatto nel recente passato.

Rassegnazione? Frustrazione nel non riuscire più a essere quel team brillante che, proprio dalle difficoltà tremende del Covid, era riuscito a costruire le proprie fortune risalendo poi in classifica? Non volendo entrare a piedi uniti nelle dinamiche dello spogliatoio di cui non siamo a conoscenza, l’evidenza porta però a uno scollamento generalizzato di un sistema di squadra che all’improvviso si è inceppato. E che proprio dalle difficoltà non è riuscita a riemergere come nei mesi più ostici della prima fase di campionato: fatto fermo che ci sarà modo e tempo per decidere cosa sarà la Pallacanestro Trieste 2021/2022 (in tutte le sue sfaccettature tecniche e tattiche), non fermarsi all’immediato e a quelle tre gare che mancano al termine della regular season sarebbe quanto di più sbagliato da parte di tutti. Serve una faccia nuova in campo, così come un approccio diverso rispetto a quel 24-5 del primo quarto di mercoledì sera a Trento che ha riportato alla mente dei tifosi biancorossi un’Allianz che nella passata stagione combatteva per riemergere dal fondo classifica, anziché combattere per mantenere stabilmente una piazza d’onore per la post-season che – sebbene la marea di mal di pancia attuali – resta ancora a disposizione.

Un “patto” per i play-off: ecco cosa serve in maniera esplicita alla Pallacanestro Trieste. Che non vuol necessariamente dire “nelle condizioni in cui siamo attualmente, qualificarci per poi uscire al primo turno per 3-0 sarebbe inutile”, bensì tentare un ultimo strappo per chiudere al meglio un’annata certamente complicata, ma che con questo andazzo rischia di essere ricordata più per i risultati striminziti di fine campionato che per un obiettivo di inizio stagione (per buona pace di chi fa tabelline e gioca ancora con le matematiche certezze) raggiunto con sufficiente anticipo e tranquillità. A questa squadra il compito ora di dimostrare orgoglio e la voglia di lottare su ogni pallone vagante, perché il semplice “nascondersi” su tutto ciò che non gira al meglio non è più un alibi efficace. Guardando soprattutto il linguaggio del corpo espresso nelle ultime uscite.


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