Si apre con una sconfitta la stagione della Pallacanestro Trieste. Il pronostico era tutto a favore dell’Olimpia Milano ed è stato rispettato, ma in un modo che quasi nessuno si aspettava. I meneghini hanno vinto in volata, Trieste ha lottato dal primo al quarantesimo minuto, restando sempre in partita fino alla fine.
Ross, Galloway, McDermott, Deangeli e Candussi: sono loro a inaugurare la stagione. L’inizio non fa presagire nulla di buono: tripla di Burnell e un’azione per i padroni di casa che si prolunga per tre possessi grazie ai rimbalzi offensivi. È Candussi dall’arco a segnare i primi punti alabardati.
Inizia a costruire Trieste, riuscendo in qualche modo a limitare i padroni di casa. Succede poi che Moses Wright si autoesclude dal match dopo 3 falli in 6 minuti. Da questo momento cambia molto, perché l’area sotto canestro diventa agibile. Molto bene il duo Ross-Candussi e, con il contributo di tutti, Trieste chiude il primo quarto in vantaggio sul 19 a 17.
Si riparte con una tripla di Ruzzier, da isolamento: sarà chiamato a fare anche questo in stagione e risponde presente. Jones mostra gli sprazzi del suo atletismo con una gran stoppata. Nonostante il talento strabordante di RJ Cole e Burnell, Trieste c’è. Continua a fatturare la premiata ditta Ross-Candussi. Il play con la rapidità e la capacità di segnare in situazioni difficili, il centro con una precisione chirurgica: 11 punti con l’80% dal campo il suo contributo a metà partita. Sembra incredibile, ma Trieste si affaccia al secondo tempo a +3 sulla corazzata meneghina.
Dopo l’intervallo, Wright torna padrone sotto canestro e Burnell continua a segnare in tutti i modi. Lato Trieste, Galloway finalmente si sblocca da 3 punti. Jones fa e disfa: segna due triple di fila, prende rimbalzi, guida le transizioni, ma commette anche il suo quarto fallo. Nonostante ciò, Taccetti con coraggio lo lascia in campo. E poi c’è Colbey Ross. Il numero 4 non è in giornata, di più. E la palla recuperata con tripla sullo scadere lo dimostra: il tabellone a fine terzo quarto recita 64 a 57 per Trieste.
All’inizio dell’ultima frazione il canovaccio resta lo stesso. Milano continua a commettere errori anche banali, come falli allo scadere dei 24 e tiri da sotto sbagliati. Trieste lotta. È bravo Taccetti a chiamare time-out ai primi segnali negativi dei suoi ragazzi. Jones pecca di impeto e commette il suo quinto fallo.
Milano si rifà sotto e pareggia sul 68-68. Wright sotto canestro riporta i suoi davanti e la tripla di Hall certifica che l’inerzia è, per la prima volta in questo match, passata in favore dei padroni di casa. Prova a rimettere ordine Taccetti, ma la sensazione è che i suoi ragazzi siano in riserva. A 2 minuti dalla fine, l’ennesima tripla di Burnell regala un margine di 8 punti. Deangeli di orgoglio segna dall’arco, Trieste resta aggrappata con le unghie. Galloway ne fa altri due. Bolmaro gioca con il cronometro e costringe Ross al quinto fallo. L’argentino segna solo un libero, ma è sufficiente per mettere in cassaforte la partita? No, perché Galloway segna un improbabile canestro da fuori e Trieste si trova a -1 con 10 secondi da giocare. Bolmaro prova a scappare, Ruzzier riesce a fare fallo. La guardia milanese questa volta non sbaglia dalla lunetta. Cole commette fallo, Ruzzier segna il primo libero e sbaglia apposta il secondo, ma la palla passa all’Olimpia. Wright fa, infine, due su due dalla linea della carità e regala una vittoria sofferta, molto sofferta, ai campioni d’Italia.
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OLIMPIA MILANO 83
PALLACANESTRO TRIESTE 79
(17-19; 38-41; 57-64)
OLIMPIA MILANO: Burnell 20 (4/7, 3/6), Cole 11 (1/4, 3/4), Wright 16 (6/13), Diop 5 (2/6), Tonut, Bolmaro 11 (4/5, 0/2), Thompson 9 (1/3, 1/2), Ricci 2 (1/1, 0/2), Flaccadori 2 (1/4), Hall 7 (1/3, 1/4), Guduric ne, Akele All. Poeta
PALLACANESTRO TRIESTE: Ross 17 (1/4, 4/5), Cossutta ne, Canka 2 (1/1), Deangeli 8 (1/2, 2/5), Galloway 14 (3/11, 2/8), Ruzzier 8 (0/0, 1/4), Martucci ne, Candussi 13 (3/4, 1/4), Paiano, Bregant ne, Jones 10 (2/4, 2/5), McDermott 7 (2/4, 1/5) All. Taccetti
Arbitri: Bongiorni, Borgo, Valleriani
(credits Ciamillo)