Non serve guardare all’estero, e nemmeno oltre i confini regionali, per incontrare una società che possa vantare una solida tradizione nella palla ovale: il Venjulia nasce infatti nel 2010 dalla fusione tra RFC Venjulia e Rugby Trieste 2004, raccogliendo un'eredità che affonda le proprie radici agli inizi degli anni Trenta del secolo scorso. Il club oggi conta centinaia di iscritti e rappresenta tutte le categorie, accompagnando i propri tesserati dai primi passi sul campo, a partire dai cinque anni, fino all’età adulta, con una formazione seniores che milita nel campionato di Serie C e che lo scorso anno ha sfiorato la promozione in B. Un percorso che non conosce necessariamente un punto d’arrivo: anche grazie al movimento “old”, nel rugby si può continuare a giocare, a stare insieme e a sentirsi parte della stessa squadra ben oltre l’età agonistica.
“L’avviamento a questo sport - racconta Luca Saviano, giornalista, social media manager del Venjulia e anche papà di un piccolo rugbista che si è innamorato di questa disciplina - non comprende soltanto l’insegnamento della tecnica e del gesto atletico. Giocando a rugby, e soprattutto divertendosi, si impara a stare in una squadra, a sostenersi a vicenda, a comprendere il valore delle regole e il rispetto di sé, dei propri compagni, dei tecnici, degli avversari e dell’arbitro. Non è retorica: è pratica quotidiana. E' uno sport, il nostro, che, quasi paradossalmente, non ha bisogno di essere trasformato in metafora, perché dentro il suo modo di essere c’è già molto di ciò che vorremmo insegnare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze: il rispetto dell’avversario, la fiducia nel compagno, la capacità di assumersi responsabilità, il coraggio di andare incontro alla difficoltà e quello, forse ancora più importante, di rialzarsi dopo essere finiti a terra”.
Sul campo non esistono scorciatoie. Si avanza insieme, si arretra insieme, si cade e ci si rialza, sempre assieme. Il talento individuale conta, ma non basta. La forza serve, ma da sola non porta da nessuna parte. E anche il più forte dei giocatori, prima o poi, ha bisogno di qualcuno che gli passi la palla, che gli copra le spalle, che gli dia una mano a rialzarsi. “È qui che il rugby smette di essere soltanto uno sport e diventa, senza bisogno di proclami, una straordinaria esperienza educativa. Perché insegna ai più giovani qualcosa che nessun allenamento può imporre e nessuno slogan può spiegare davvero: che il valore di ciò che siamo dipende anche da ciò che siamo capaci di fare per gli altri”.
Si può cominciare da bambini e continuare a sentirsi rugbisti per tutta la vita. Una volta rugbista, per sempre rugbista. Ogni tipo di fisicità, ogni caratteristica e ogni personalità possono trovare il proprio spazio in campo. È uno sport nel quale non esiste un unico modo di essere atleta: ciascuno può mettere a disposizione della squadra ciò che sa fare, imparando al tempo stesso a riconoscere e valorizzare le qualità degli altri.
“Bambine e bambini possono iniziare a giocare già a cinque o sei anni”, prosegue Saviano. “In questa fase la dimensione ludica è centrale, così come la possibilità di sviluppare progressivamente le proprie capacità motorie, imparando a conoscere il proprio corpo e acquisendo fiducia e sicurezza. La crescita atletica arriva gradualmente, sempre all’interno di una dimensione collettiva nella quale il concetto di sostegno al compagno non è soltanto una regola di gioco, ma diventa un modo di stare in campo e, forse, anche un modo di stare insieme. La magia del rugby, però, è difficile da raccontare soltanto attraverso le parole. Per capirla davvero bisogna viverla. O, almeno, avvicinarsi a un campo, assistere a un allenamento, guardare una partita e osservare quello che accade prima, durante e dopo il fischio dell’arbitro”.
Lo si può fare da subito al Venjulia, che sta tornando in campo con tutte le proprie categorie e con una squadra di tecnici preparati che, prima ancora di essere allenatori, sono educatori. “Una vera e propria famiglia. Vi invitiamo a farne parte. Il primo mese di prova è completamente gratuito. Per informazioni potete contattarci al 393 8016074, scriverci una mail su rfc.venjulia@gmail.com o visitare il nostro sito venjuliarugbytrieste.it”.