Ci sono partite che iniziano in salita e altre che, dopo appena centoventi secondi, rischiano di deragliare completamente. La prima del Venjulia di domenica nel campionato di Serie C contro un Pordenone ruvido e ringiovanito è stata esattamente questo: un test per coronarie e tenuta mentale, risolto solo all'ultimo respiro sul 25 a 22 per i padroni di casa.
In un pomeriggio caldo e su un campo in condizioni perfette, il piano tattico di Trieste salta quasi subito. Giuseppe Miccoli, numero 10 e perno della manovra, si infortuna dopo due minuti ed è costretto a uscire. È il momento in cui una squadra slegata va in panico, ma il Venjulia di domenica aveva altre idee. Dalla panchina si alza Tommaso Ungaro. Entra a freddo, si piazza in cabina di regia e decide di trasformare il suo scarpino in una sentenza: 100% al piede, una trasformazione e sei calci di punizione infilati tra i pali senza tremare. Venti punti che, sommati alla meta di sfondamento di William Capuzzo, tengono Trieste a galla in una trincea dove Pordenone non ha mai smesso di spingere.
Non è stata una partita per palati fini, ma una battaglia di logoramento. E in mezzo alla battaglia è emerso Damiano Viola, Man of the Match indiscusso, capace di restare in campo 80 minuti nonostante i colpi proibiti e gli acciacchi, incarnando lo spirito di un quindici che non ha voluto cedere un millimetro. Nei momenti di massima tensione, quando l'inerzia sembrava premiare gli ospiti, è stato il capitano Boltar a rimettere la squadra in riga, gestendo la pressione e richiamando tutti all'ordine. Preziosi anche i rientri: Luca Galante ha firmato una prestazione di alto livello, mentre Giacomo Gavinelli, schierato fuori posizione, ha tenuto botta con sacrificio e intelligenza.
Alla fine, a decidere il match sul filo di lana, l'ennesimo calcio piazzato di un Ungaro glaciale. Ma il vero uomo in più, come spesso accade a Trieste, è stato il pubblico: competente, rumoroso, decisivo nello spingere la palla oltre l'acca negli istanti finali.
Le dichiarazioni a caldo nello spogliatoio raccontano bene il mix tra sollievo e consapevolezza dei mezzi. Il presidente Maurizio Boz non nasconde il sorriso: "Contentissimo. Era importante ritornare così, siamo soddisfatti per oggi. Andiamo avanti su questa strada". Più analitico l'head coach Sergio Kelemenic, che sa di avere materiale su cui lavorare: "Combattuta, ma alla fine l'abbiamo spuntata per il carattere messo in campo, anche nei momenti difficili. Abbiamo commesso errori, potevamo far male giocando al largo e invece ci siamo intestarditi sullo stretto. Dovevamo essere più smart, ma ce l'abbiamo fatta. Bravi tutti". Chiude Francesco Iachelini, coach dei trequarti, guardando già al futuro: "L'infortunio di Miccoli ci ha messo subito in difficoltà sulla strategia, ma Tommaso Ungaro ha fatto capire che in questa rosa c'è profondità. Nessuno è riserva, tutti sono pronti e importanti se vogliamo puntare in alto. Ora testa alle prossime due trasferte. Pordenone è migliorata molto, ma domenica ci aspetta l'Oderzo".