Trieste, 16 Luglio 2024

Kelemenic, tecnico FIR Fvg: "Un lavoro itinerante di grande soddisfazione"

29 Maggio 2024 Autore: Marco Bernobich

Quest’anno, per il comitato regionale della FIR, il ruolo di tecnico formatore d’area è stato ricoperto dal triestino Sergio Kelemenic, a cui abbiamo chiesto un bilancio di questa sua nuova attività. “E’ stata una stagione di crescita, sviluppo e transizione tanto a livello generale quanto personale nel mio ruolo. Dopo l’esperienza come tecnico di supporto (ruolo quest’anno affidato a Maurizio Pribaz, n.d.r.), ho affrontato con gioia e massima dedizione un lavoro focalizzato sugli allenatori, e in questo sono stato affiancato in maniera preziosissima da Luca Nunziata, mio predecessore e attualmente responsabile tecnico FVG, in una sorta di tutoraggio, concetto che ci è molto caro, anche a livello di collaborazioni tra società”.

Ci sono state novità rispetto alle stagioni precedenti?

Siamo riusciti a improntare un lavoro itinerante nel quale il Centro di Formazione, con la propria selezione degli U16 e lo staff, è andato almeno una volta a casa di ogni sinergia di club, per permettere di affrontare allenamenti con il numero ideale di atleti: se non si è 15 contro 15, infatti, è difficile strutturare l’attività al meglio. Inoltre abbiamo focalizzando il lavoro anche seguendo le richieste e indicazioni che i singoli tecnici ci fornivano in base alle loro esigenze più specifiche.

Un servizio sempre a domicilio, quindi?

Non sempre. Negli appuntamenti menzionati - prosegue Kelemenic, già scudettato da atleta con la Benetton Rugby Treviso - abbiamo potuto lavorare sulle singole skill dei ragazzi e, con gli allenatori, sulle metodologie, tempistiche e strutturazione del lavoro. Poi abbiamo avuto riunioni plenarie sfruttando anche gli strumenti telematici. Momenti di confronto in cui abbiamo affrontato temi validi per tutti. Per fare un esempio, e ritornando al tema delle novità stagionali, proponendo ai team i risultati dell’attività svolta nella sede di Bagnaria Arsa dalla nuova figura regionale del video analyst.

In definitiva, quali sono state le maggiori soddisfazioni?

Da un lato la disponibilità da parte di società e tecnici di operare nell’ottica di uniformare il lavoro nella maniera più performante. Un’operazione proiettata sul medio termine, perché certe abitudini non si cambiano né si creano nell’arco di una singola stagione, anzi: bisogna lavorare tantissimo. Sotto un altro aspetto, la ricaduta che tutto ciò sta avendo sugli atleti. C’è stata un’evidente maturazione da parte di tanti, e alcuni sono proprio sbocciati facendo fiorire le potenzialità che a inizio anno ancora non si erano espresse.


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