Trieste, 17 Giugno 2024

Samuele Cioccolanti, l'enfant prodige che punta in alto in azzurro

23 Agosto 2023 Autore: Mattia Fabbro

Lo sport triestino sta svezzando un altro atleta di respiro nazionale. Si tratta di Samuele Cioccolanti, classe 2007 e promessa assoluta dell’hockey in-line italiano.

Recentemente convocato al raduno pre-Europeo under 16 con la maglia azzurra, rappresenta uno dei profili più interessanti della nostra città e della sua cultura marcatamente sportiva. Combinando, inoltre, giovanissima età e tradizione, militando, appena sedicenne, in un pilastro dello sport triestino, l’ASD Edera, in prestito dal Polet. Club dove, sotto la guida di coach Roberto Florean, è riuscito a crescere tecnicamente, al punto da sbocciare e realizzare numeri impressionanti, tali da vincere la classifica marcatori del campionato giovanile u16 con ben 63 gol realizzati a +19 sul secondo e a realizzare 7 reti in Serie A.

A tutti gli effetti un enfant prodige della disciplina che abbiamo voluto intervistare grazie anche alla figura di Carlo Nistri, per Samuele quasi uno zio acquisito.

La passata stagione è stata fondamentale per la tua carriera, ti aspettavi un tale successo?

Sinceramente non me l’aspettavo perché nello sport bisogna avere anche fortuna. Mi aspettavo di poter essere bravo e performante, ma non così tanto. In Serie A pensavo di stare in panchina e di imparare, guardando gli altri e non giocando così tanto. Però l’allenatore ha riposto fiducia su di me e ha provato a mettermi in campo, dandomi la possibilità di dimostrare di esserci.

Cosa ti aspetti dalla nuova stagione?

Quella passata mi ha permesso di fare tanta esperienza e di capire cosa sia la Serie A, so cosa aspettarmi e come comportarmi. Quest’anno, essendo stato il primo, non sapevo proprio cosa attendermi. Quindi dalla nuova stagione penso di potermi aspettare di essere migliorato, di essere più rodato e con più esperienza e quindi speriamo bene.

Trieste aiuta lo sviluppo e la crescita di questo sport? Come siamo messi a mentalità e infrastrutture? E a livello nazionale?

Secondo me rispetto alle altre città d’Italia Trieste ha un livello molto basso a livello sportivo. Secondo me altrove ci sono molte più possibilità per i ragazzi di fare sport e di crescere. Qui a Trieste, da quello che ho visto io, non c’è e quindi dovremmo cambiare mentalità.

Ma quindi pensi che il fatto di aver ottenuto questi risultati a Trieste amplifichi i tuoi meriti?

La cosa che vorrei dire è che se sono diventato così bravo è grazie al mio allenatore Roberto Florean, perché grazie a lui sono arrivato in Nazionale. E' anche vero che in questi anni non sono rimasto fermo qua. Ho giocato in Slovenia, in Croazia nei campionati locali, sono stato in prestito a Vicenza. Quindi il mio crescere così tanto ed essere dove sono oggi è il risultato della preparazione del mio coach, ma anche dell’aver collezionato esperienze altrove.

Con i tuoi 16 anni sei ancora giovanissimo. Qual è il tuo obiettivo?

Imparare sempre di più e crescere, in modo tale da poter arrivare un giorno a vincere un campionato.

Come riesci a combinare scuola, esigenze da sedicenne e carriera professionistica?

Non lo so neanch’io (ride). Mi devo organizzare tutto per ottimizzare i tempi e poter gestire gli impegni. A scuola, per esempio, sto molto attento in classe, in modo tale da studiare apprendendo le cose in diretta e da dover solamente ripetere il pomeriggio a casa. Questo mi aiuta per riuscire ad avere tutto il tempo necessario per allenarmi. I miei amici, invece, li vedo principalmente in classe e d’estate. D’inverno la vita è scuola, hockey, hockey, scuola.


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