Trieste, 28 Luglio 2026

L'ennesima figuraccia internazionale, di cui avremmo volentieri fatto a meno...

28 Luglio 2026 Autore: Gabriele Lagonigro

Nel nostro piccolo microcosmo abbiamo toccato con mano, nell'ultimo ventennio, le nefandezze del calcio italiano. Preudo imprenditori della macrobiotica, tiktoker, vigili urbani, americani senza scrupoli, la fantasiosa abbinata kossovaro-africana, quello che dal Rocco è scappato... in Panda e l'elenco potrebbe proseguire. Abbiamo visto un livello tecnico abbassarsi paurosamente, con giocatori improvvisati, portieri volanti, allenatori imbarazzanti. Non sazi, ci siamo “goduti” tre mancate partecipazioni dell'Italia ai Mondiali, compreso l'ultimo in cui al nostro posto c'erano Capoverde, Curacao, Haiti e la temibile Giordania. E ora il coup de theatre, con la figuraccia internazionale del nuovo commissario tecnico. L'ennesima perla di questo ambiente che andrebbe rifondato dalla testa ai piedi e che invece, ancora una volta, sembra fallire l'appuntamento con la svolta.

Non si salva nessuno da questa indegna gazzarra estiva. Da Malagò, stimato da tutti (tranne dal Governo...) che però, evidentemente, ha scelto male i suoi dirigenti. E non è una colpa di poco conto, senza trascurare le mancate verifiche dei suoi uffici sui contratti in essere di quello che avrebbe dovuto essere l'allenatore della Nazionale. Passando per Leonardo e soprattutto Maldini: già la scelta di Pirlo non aveva convinto nessuno, tanto meno, a livello federale, la presunta pretesa di avere pieni poteri. E ovviamente l'ex regista del Milan: se fai affari con gli amici di Putin, in questo particolare momento storico, ne paghi le conseguenze. Punto. Per carità, se parliamo di moralità scegliere Mancini, dopo l'addio improvviso alla Nazionale per i soldi arabi, non appare certo l'opzione migliore e soprattutto, a livello umano e morale, non è quella che va più a genio ai tifosi. Ma l'amichettismo, in Italia, paga ancora, evidentemente. Non è su queste basi che si rifonda il nostro calcio, premettendo, ovviamente, che senza talenti anche Guardiola non avrebbe rivoluzionato l'azzurro. L'ennesima figuraccia, però, potevano risparmiacela.


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