Trieste, 21 Aprile 2021

Italiane, ennesimo flop in Champions: le opinioni degli esperti

18 Marzo 2021 Autore: Francesco Bevilacqua

Sono lontani gli anni in cui l’Italia rappresentava l’epicentro emozionale del gioco del calcio, quando gli occhi del mondo erano puntati sulle partite di Serie A che rappresentavano, ogni benedetta domenica, il festival dei campioni giunti da ogni parte della Terra. Il triplice fischio dell’Allianz Arena, che ieri sera ha mandato a casa anche l’ultima squadra italiana rimasta in Champions (la Lazio), risuona come un allarme nel nostro movimento che ha appena archiviato un decennio senza coppa dalle grandi orecchie. Cosa sta succedendo? Lo abbiamo chiesto a quattro uomini che hanno costruito sul calcio la propria carriera e la propria passione, custodi di esperienze che possono aiutare a chiarire il momento no del pallone tricolore.

“Se non possiamo parlare di débâcle dell’Atalanta, che ha pur sempre giocato contro il Real Madrid uscendo a testa alta e facendoci fare una discreta figura - osserva Mauro Milanese, amministratore della Triestina - lo stesso non si può dire della Juventus, che ha messo nelle mani di un solo giocatore il destino di un torneo così difficile. Da soli neanche i Ronaldo o i Messi possono fare la differenza e i bianconeri, che hanno instaurato un grande percorso di crescita, hanno deluso. L’Inter? Ha sfruttato le energie in eccesso derivanti dalla precoce eliminazione, riversandole sul campionato dove ha trovato concentrazione e continuità ma è chiaro che se la prima in classifica in Italia non passa i gironi in Europa, qualcosa non va”.

“Le squadre delle altre nazioni sono spesso e volentieri più preparate di noi - afferma Tito Rocco, da sempre nel calcio che conta - e sono abituate ad una visione di gioco più veloce mentre noi ci siamo assuefatti ad un campionato poco europeo, che può perdonare qualche sbavatura, soprattutto con la ripartenza dal basso, mentre in Europa certi errori in costruzione li paghi e quest’anno hanno condannato le italiane in Champions”.

“Purtroppo il nostro calcio si sta dimostrando inferiore a quello europeo – spiega l'ex arbitro internazionale Fabio Baldas - e anche l’Atalanta, che forse è la squadra tatticamente più internazionale delle italiane, ne ha subito le conseguenze cedendo sotto i colpi del Real Madrid. L’Inter è emersa tardi e ora ha trovato solidità propria di quella di Herrera; conosco molto bene Conte e sapevo che il suo lavoro sarebbe emerso, è una persona molto intelligente e ha saputo fare dei cambiamenti decisivi per la stagione dei nerazzurri. La differenza con le altre formazioni europee sta anche negli interpreti: molte squadre sanno ripartire da dietro ma non tutte hanno le qualità per farlo e in difesa le italiane sono più carenti rispetto a quaranta, trenta o vent’anni fa e i tornei, tutti, si vincono prendendo meno gol possibili”.

“Non siamo attrezzati - è il pensiero di Ezio Peruzzo, presidente del San Luigi - il calcio italiano è indietro rispetto ad altri e non siamo riusciti a stare al passo con un gioco che negli anni si è velocizzato”.

(sul pdf scaricabile da domenica a mezzanotte sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook maggiori approfondimenti ed interviste sui mali del calcio italiano)


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