Lo abbiamo affrontato una marea di volte, in quest'ultimo decennio, ed in tutte le situazioni lo abbiamo trovato sempre con la stessa carica e lo stesso entusiasmo. E, purtroppo per noi, molte volte ci ha fatto male: quella più clamorosa, nella tarda primavera del 2021 quando, con tredici assenze causa Covid, riuscì a vincere 1-0 al Rocco e ad elliminare la Triestina di Bepi Pillon al primo turno dei play-off. Dopo tanti miracoli con la sua Virtus Vecomp, però, stavolta, per Gigi Fresco, è successo quello che capita a molti, anzi a tutti, gli allenatori professionisti: è stato esonerato. Tutto normale nel calcio di oggi (e pure in quello di ieri, a dire il vero), anche perché la situazione di classifica degli scaligeri è preoccupante: sono terzultimi con soli 21 punti e se il campionato finisse ora retrocederebbero in Serie D assieme ad Unione e Pro Patria senza passare nemmeno per i play-out. Peccato però che ad esonerarlo sia stato... Gigi Fresco stesso! Già, perché il tecnico della Virtus è anche il presidente e il proprietario di una società che è unica in Italia. Allena il club da 44 anni, un record, ma stavolta, come ha ammesso lui stesso in queste ore, il cambio di panchina è stato inevitabile per provare a scuotere una squadra in apparente difficoltà.
Complimenti quindi al "Ferguson" di Verona: una decisione non certo semplice ma un passo indietro decisamente raro, in un mondo dove tutti, dai giocatori ai mister, sono convinti di essere più indispensabili che utili.