Trieste, 20 Febbraio 2026

L'ultimo saluto a Sterpin, precursore delle lunghe distanze e Uomo di sport

20 Febbraio 2026 Autore: Maurizio Ciani

Stamani è stato dato l’ultimo saluto a Claudio Sterpin. Potremmo usare la foto “sensazionalista” della folla, prevalentemente di “estrazione atletica”, che ha voluto recarsi presso la cappella di via Costalunga, invece per la nostra copertina usiamo un suo bel primo piano: era il giorno in cui uno dei suoi allievi delle ultramaratone, Nazareno Salpistis, riproponeva la “100 km giuliana”, anche in onore del “maestro”, appunto Claudio. Proprio in un post su Facebook di “Niko” viene rievocata questa sua invenzione, non l’unica, pensando ad esempio alla Cavalcata Carsica; noi, con piacere, siamo sempre stati presenti a questi eventi, per questo possiamo pubblicare scatti di prima mano.

Tra le persone che avevano ben conosciuto Sterpin c’è il segretario di Trieste Atletica nonché vicepresidente della Fidal regionale Omar Fanciullo: «Claudio è stato il precursore di una serie di attività che poi si sono riproposte negli anni, come le lunghe distanze – ha raccontato il dirigente gialloblù –. Io vengo da persone come lui e Carlo Irace, due storici presidenti che hanno fatto del mondo delle associazioni sportive un percorso di vita, con determinazione e il coraggio di fare cose nuove».

Grazie a Fanciullo abbiamo avuto modo di vedere e soprattutto ascoltare la registrazione del discorso che Sterpin, neanche un mese fa, aveva fatto in occasione del mezzo secolo della Trieste Atletica: «Ricordo il lavoro iniziato cinquant’anni fa – con il Marathon Club, ndr – e poi anziché spaccare la società come spesso succede, noi invece da tre ne abbiamo fatta una e la più piccola di queste ci ha dato il nome». Anche da queste parole si intuisce la correttezza di Sterpin, che ha poi precisato: «Loro erano Atletica Trieste e siamo diventati tutti Trieste Atletica». Per la cronaca, il terzo sodalizio erano gli Amici del Tram de Opcina, guidati dal summenzionato Irace.

Concludiamo citando nuovamente Fanciullo, che di Sterpin ha altresì detto: «Un grande uomo, un gigante dello sport, con tutti i suoi valori: dall’agonismo al fair play, allo stare insieme. Ha creato un settore giovanile, ha portato delle eccellenze, ha preso furgoni, ha portato in giro i ragazzi ed era attento alle famiglie, aveva ottimi rapporti con tutti, era “politically correct”; insomma, tutto quello che in realtà è un Uomo di sport».


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