Si chiude con un nuovo successo la 15esima edizione della Rampigada Santa, andata in scena oggi lungo la storica salita che collega Roiano all’Obelisco di Opicina, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Una giornata di sport, festa e morbin che ha visto ancora una volta centinaia di persone ritrovarsi lungo Scala Santa e al Villaggio Rampigada, tra atleti, accompagnatori, famiglie, volontari e curiosi. A sfidare i 2.050 metri del percorso, con una pendenza media del 16,2%, sono stati 240 podisti e ciclisti di tutte le età, accomunati dalla voglia di mettersi alla prova su una delle salite più dure e simboliche di Trieste.
Sul fronte agonistico, i vincitori assoluti sono stati Teja Gulic nella categoria ciclista donna, che firma il nuovo record con 13:49, Nastja Ferluga come podista femmina, Elia Carta fra i ciclisti uomini, autore anche del miglior tempo dell’edizione con 10:44, e Daniele Galasso come podista maschio. Grande partecipazione anche al Duathlon Santo, riservato agli atleti che scelgono di affrontare Scala Santa in entrambe le specialità, prima o poi ritrovandosi inevitabilmente a discutere con le proprie gambe. A imporsi sono stati Michela Fachin e Federico Tauceri, con il nuovo record di 25:05. Molto sentita anche quest’anno la combinata SPIZ, che mette insieme due delle manifestazioni più caratteristiche organizzate dall’associazione e premia chi ha partecipato sia all’Olimpiade dele Clanfe sia alla Rampigada. A conquistare il riconoscimento sono stati Sveva e Zeno Adami, 20 anni in due, fratelli, come suggerisce il cognome, della clapa Papaja Skiers, partecipanti storici delle due competizioni. Sveva in particolare è anche la regina delle clanfe 2026.
Accanto alle classifiche assolute sono stati assegnati i premi per le diverse categorie di età e gli ormai tradizionali riconoscimenti speciali, che raccontano forse meglio di qualsiasi cronometro lo spirito della manifestazione. La concorrente più giovane, di 7 anni, è stata Mina Holtar mentre il più anziano, con 86 primavere, Roberto Masetti, a conferma di una gara che riesce a mettere sulla stessa strada generazioni molto diverse. Il Premio Morbin, dedicato alla partecipazione più divertente e creativa, è andato a Luca Zappaterra, che ha affrontato i due chilometri di salita travestito da scoiattolo Scrat, con tanto di ghianda, affrontando una giornata di sole con un costume degno del più freddo carneval de Muja . Il Premio SPIZ Memorial “Jure” Polonio, riservato a chi si distingue per una storia dal particolare significato umano e sociale, è stato assegnato a Dario Vatta, che è salito da Roiano a Opicina con una mortadella di 8 chili, affettandola all'arrivo e condividendo il tutto con i presenti. Immancabile infine il Premio Cagoia, che celebra con affetto e ironia lo spirito di resistenza di chi raggiunge il traguardo senza lasciarsi mettere fretta dal cronometro: ad aggiudicarselo è stato Samuele Manna, di un anno e 6 mesi, con la mamma Chiara Boccali e la nonna Laura Dotti, "un poco a pie e un poco"... in un passeggino a forma di cagoia.
Come sempre, la Rampigada Santa è stata molto più di una competizione. Lungo il percorso non sono mancati travestimenti, interpretazioni improbabili, mezzi curiosi e modi decisamente personali di affrontare la salita, accolti dagli applausi del pubblico. I Papaya Skiers, in particolare, si sono presentati ispirati dalle squadra calcistiche del mondiale. Menzione anche per chi ha affrontato la salita travestito da cavaliere di un dinosauro e per i Roiangeles Lakers per la fantasia nel nome della squadra. Perché qui il tempo conta, naturalmente, ma conta almeno altrettanto il modo in cui si arriva in cima.
(foto Claudio Urizzi)