Trieste, 20 Marzo 2026

L'impresa di Andrea Prais passa anche per Trieste: un anno e mezzo di corsa per fare il giro del mondo

07 Marzo 2026 Autore: Stefano Heller

Andrea Prais, 45enne di Zurigo, si sta dimostrando protagonista di un’impresa che finora è stata riconosciuta a sole otto persone al mondo: completare una circumnavigazione (ovvero partire e arrivare allo stesso punto) attraversando la quasi totalità della terra. Partita nel dicembre 2024 da Londra, pochi giorni fa è passata anche per Trieste durante questo viaggio che vuole essere d’esempio per quelle persone che, purtroppo, sono meno fortunate di noi.

“Dopo aver fatto la meccanica, sono diventata un’infermiera, ed è durante quel periodo che ho visto da vicino come la vita sia allo stesso tempo un qualcosa di fragile ma anche resiliente - commenta - Inoltre, ho capito come la compassione possa effettivamente trasformare delle vite. A partire dai trent’anni la corsa è diventata una passione talmente importante che mi ha iniziato a balenare in testa l’idea di completare un giro intorno al mondo. Ho scoperto quindi su Google tale World Runners Association (WRA) dove sono riportati alcuni criteri da rispettare per completare correttamente un giro intorno al mondo, cosa al momento fatta solamente da otto persone. Mi sono dunque organizzata per iniziare questo progetto anche in nome di cause più nobili, come le cure palliative, l’assistenza all’interno degli ospizi e la prevenzione al suicidio. Non lo faccio per soldi e al di là della beneficenza, dove a volte non è noto dove finiscano i soldi o a cosa servano realmente, credo che siano più importanti le azioni concrete. Lo faccio per dimostrare alle persone più in difficoltà che il segreto è essere costanti, che se ce la mettiamo tutta possiamo fare qualsiasi cosa. Voglio ispirare gli altri facendo questo, credo che questo sia lo scopo della vita”.

Questo viaggio è inoltre documentato da Andrea stessa sui vari social: “Utilizzo YouTube e soprattutto Instagram come una specie di diario per mostrare quello che sto facendo. È stato molto interessante imparare ad utilizzare questo tipo di strumenti. Ma d’altronde è anche questo lo scopo di questo viaggio, ovvero mettermi sempre alla prova. Tutto questo, ci tento a sottolinearlo, è autofinanziato”.

Gran parte della fatica è passata: “Il tutto terminerà verso la fine di giugno. Uno dei criteri della WRA spiega che, per completare un giro intorno al mondo, bisogna attraversare quattro continenti da costa a costa. L’ho già fatto in Nord e Sud America e in Australia, ora manca solo l’Europa, da Istanbul fino alla Spagna. Sono già passati poco più di 440 giorni, ne mancano più di un centinaio. In tutto saranno più o meno 26.300 chilometri, conto di farne più o meno 50 al giorno. Porto sempre con me un carretto con dentro il cibo e le bevande necessarie a farmi continuare questo viaggio, anche se delle volte ho avuto la fortuna di farmi ospitare da alcune persone a casa propria. Difatti durante questa corsa voglio dimostrare come tutti noi possiamo stare insieme ed aiutare il prossimo ad affrontare qualsiasi tipo di problema o sfida che solo apparentemente sembrano più grandi di noi”.


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