Trieste, 14 Aprile 2021

Corsa del Ricordo: on line il docufilm fra storia e sport

19 Marzo 2021 Autore: Redazione

La Corsa del Ricordo 2021, a causa della pandemia, è andata in scena in modalità virtuale. Alla fine, anche se in maniera diversa dal solito, la manifestazione ha raggiunto l’obiettivo registrando la partecipazione di atleti in ogni parte d’Italia e all’estero, che hanno voluto onorare sportivamente le nobili finalità che l’evento si prefigge.

Gli organizzatori hanno voluto, in questa occasione speciale dare vita a un docufilm (che sarà diffuso, in anteprima dall’agenzia Adnkronos, da oggi, venerdì 19 marzo, visibile in homepage) nel quale si raccontano le tristi vicende delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata nonché la storia sportiva della Corsa del Ricordo. Il docufilm, prodotto da ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane, l’ente di promozione sportiva che organizza la manifestazione), con il contributo della Regione Lazio e il sostegno dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, è stato realizzato su un soggetto di Fabio Argentini e Michelangelo Gratton che della pellicola ha curato anche la regia.

La storia viene celebrata attraverso la testimonianza di due esuli. Una novantenne - Giovanna Martinuzzi - che, nel quartiere romano giuliano-dalmata, è stata la maestra di tutti i bambini per tantissimi anni. Lucido il suo racconto, vivi i suoi ricordi di una terra amata, dell’esodo e dei momenti drammatici vissuti. Insieme con lei, anche Abdon Pamich, indimenticato campione di marcia, oro olimpico a Tokyo ma, soprattutto sul podio più alto agli Europei di Belgrado, al cospetto di Tito, tanti anni dopo la fuga da Fiume. Il suo intenso racconto emoziona e porta indietro nel tempo.

Il docufilm tra storia, attualità e sport, è impreziosito dal messaggio che ha voluto regalare a questo evento, anni fa, Egea Haffner, da tutti conosciuta come la bambina con l’ombrellino e la valigia in mano con la scritta “Esule Giuliana”.

“Anche grazie allo sport possiamo ricordare…”, dice invece Nino Benvenuti che chiude il film con una frase tratta da un suo intervento prima di una corsa. All’interno della pellicola, tante testimonianze degli organizzatori della competizione e delle associazioni di esuli. La scelta di utilizzare, da parte del regista Michelangelo Gratton, anche immagini in bianco e nero, è legata al tentativo di conferire maggior intimità e, al tempo stesso drammaticità, ai volti e al racconto dei protagonisti.


Condividi sui tuoi social