Trieste, 17 Luglio 2024

Balestra e Guidolin sugli scudi al “Trail della Grotta Gigante”

12 Novembre 2023 Autore: Maurizio Ciani

Al “Trail della Grotta Gigante” il Cai Cim, che cura l’evento, abbina il motto “fino al cuore della Terra”; benché sia appena alla seconda edizione, la manifestazione è già entrata nel cuore della gente, come si evince dagli elogi degli stessi 280 partecipanti. A titolo d’esempio citiamo Nicol Guidolin, la protagonista assoluta in ambito femminile: «Ho fatto dei tratti del monte Lanaro che nemmeno io che sono della zona conoscevo; il panorama era stupendo e inoltre era impossibile perdersi, perché tutto era segnato benissimo». Anche la logistica è stata perfetta, con la partenza dall’Avalon, che ha rappresentato pure il luogo del “pasta party” (termine riduttivo dal momento che c’erano varie scelte), molto apprezzato come location e per qualità di cibo e servizio.

La Guidolin, portacolori dell’Angel’s Academy – Team Craft, è seguita ora da Davide Grazielli, co-fondatore del gruppo di allenatori chiamato “Destination Unknown”. Nonostante il cospicuo margine sulle inseguitrici, oggi non si è risparmiata, addirittura incrementando quando, nelle ultime fasi, è stata raggiunta da un “collega” del settore maschile; e ha avuto la meglio, con il tempo di 1h31’25”. Alle sue spalle, in 1h39’02”, la vincitrice del Trofeo Montedoro di 15 giorni fa, Elena Snidero dell’Evinrude; prossimo impegno per lei già domenica prossima, con la “Calvario Alpin Run”. Il podio, in 1h47’02”, è stato completato da Giulia Fantinel, di Feltre ma residente a Trieste ormai dal 2010, prima per studio (è laureata in matematica e statistica) e ora per lavoro. Nella top five sono entrate inoltre Martina Ottogalli e Cristina Bazzeu, rispettivamente con i crono di 1h48’13” e 1’48’56”.

Venendo alla classifica generale, allo start (foto Studio Buenas) “sono partiti tutti in bomba”, come ha raccontato Paolo Massarenti della Dynamyk Fitness al termine della sua fatica. In particolare si sono portati al comando Matteo Caneva della Daytona e Miran Bole dell’Evinrude; quest’ultimo ha precisato che però non è stato un errore di impostazione del ritmo, bensì una tattica precisa: «Vedendo qualcuno con i capelli grigi, con Matteo abbiamo voluto scremare subito i “vecchi”», il tutto detto con ironia, senza voler offendere i “meno giovani”. Dopo un paio di chilometri a passo spinto, ha calato leggermente nell’affrontare le prime asperità; invece Caneva è rimasto in testa per ulteriori mille metri circa, che forse ha poi pagato (finirà 9°). Elia Balestra dell’Atletica Valle Brembana, che si era già affermato all’Osmiza Trail a luglio, ha approfittato di una parte in discesa, consona alle sue caratteristiche, per guadagnare la prima posizione e non abbandonarla più: «Non so quando mi ricapiterà di essere solo, nel silenzio totale, con vicino uno strapiombo» – ha dichiarato il vincitore, che ha chiuso in 1h20”12”, riferendosi al finale ipogeo. Massarenti, nel suo recupero dopo un inizio più regolare rispetto ai battistrada, ha raggiunto Caneva e Bole fino a giocarsi addirittura la seconda posizione. Ad Alessandro Favero, della società Duerocche (nota per l’omonima storica gara), la scorsa settimana causa maltempo era saltata una kermesse sugli Appennini; benché più esperto di ultratrail, essendo in un buon momento di forma, ha cercato e trovato un’alternativa con la prova odierna, di 17 km con 700 metri di dislivello. Arrivato all’ingresso della cavità carsica appaiato a Massarenti, forse la freschezza dovuta ai quasi tre decenni di differenza, a suo vantaggio, ha giocato un ruolo importante; Favero ha conquistato l’argento in 1h21’42”, mentre il classe ’67 Massarenti si è preso il bronzo in 1h22’13”. Giorgio Turel del Pulfero, a contatto visivo con il duo che lo precedeva fino a tre quarti del tracciato, ha chiuso 4° in 1h23’02”. 5ª piazza in 1h25’40” per Marco Mosolo dell’Aldo Moro Paluzza e 6° in 1h26’09” per Bole che, una volta saputo di essere il primo triestino ha esclamato: «Obiettivo raggiunto!»

Ad avallare il fatto che molti concorrenti provenissero da fuori Trieste c’è la premiazione della prima società per numero di partecipanti, la Jalmicco Corse; queste le belle parole del loro dirigente, Mauro Notarfrancesco: «È la prima volta in tanti anni che mi capita di trovare, a ogni presidio e ogni incrocio, lo staff lì presente, col sorriso, spronandoci». Piacevole anche il racconto di giornata di Chiara Agrimi; ritiratasi dalla competizione, si è aggregata alle due “scope” per aiutarle nella pulizia del percorso.


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