Trieste, 01 Aprile 2026

Toniolo alle Olimpiadi: "Un grande obiettivo ma adesso voglio vincere"

14 Febbraio 2024 Autore: Mattia Fabbro

Ormai è davvero ufficiale. La FIJLKAM - Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali - ha comunicato i primi 6 atleti qualificati per le Olimpiadi di Parigi 2024 è tra questi vi è anche la judoka triestina Veronica Toniolo. La miglior notizia in assoluto per vivere la giornata di San Valentino, innamorandosi però ancora una volta dello sport e delle eccellenze capaci di rappresentare la città nel mondo.

Risultato incredibile che porta ulteriore luce all’enfant prodige classe 2003, tesserata per la Ginnastica Triestina, già due volte campionessa del mondo giovanile, altrettante sul tetto d’Europa e in sette occasioni al top in Italia. Carriera straordinaria che tocca ora il proprio apice, considerata l’importanza quasi mistica di un Olimpiade nel percorso e nei sogni di un'atleta. Emozioni che solo la stessa Veronica poteva descriverci al meglio.

La domanda che quasi ogni amante dello sport si pone tra sé e sé è cosa si provi a sapere di essersi meritati l’onore di partecipare ad un'Olimpiade.

Devo dire la verità: è sempre stato il mio obiettivo però lo vedo come un passaggio per arrivare a qualcosa di più, a vincere. Nel senso che sono molto contenta, ma non ancora soddisfatta. Sono felice soprattutto per i miei genitori, per tutti coloro che mi stanno attorno perché sono molto emozionati.

Se ti guardi indietro questo risultato è figlio di tutto il percorso fatto sin qui, dalle gioie alle delusioni. Secondo te quale momento è stato davvero determinante per giungere alla consapevolezza di poter raggiungere l'Olimpiade?

Io sono cresciuta in una famiglia di judoka e ho da sempre respirato judo. Fin da quando ricordo ho sempre avuto grandissimi obiettivi, essendo già consapevole, sin da piccolina, di questo mondo e della sua parte agonistica. Avendo dei tecnici in famiglia, i miei genitori, e guidando mio padre la nazionale ero già indirizzata verso questo ambiente con grande interesse. È sempre stato il mio obiettivo, voglio vincere le Olimpiadi da quando ne ho memoria. Voglio però dire una cosa: quando Fabio Basile, atleta allenato da mio padre e da mio zio a Torino, vinse i Giochi nel 2016, ho iniziato a vedere questa mia qualificazione come un qualcosa di più concreto e tangibile. L’ho visto più vicino a me, ho visto che era davvero possibile e la mia famiglia l’aveva allenato e aiutato. Oltretutto sono cresciuta accanto a lui e quindi è anche grazie a lui.

Sapere già ora di esserti qualificata e non dover aspettare fino a giugno ti toglie sicuramente un bel peso. La notizia incide in qualche modo sul tuo lavoro di avvicinamento alla competizione?

Ringrazio la Direzione per avermi dato la tranquillità di sapere un po' prima di essermi qualificata. Poi, inutile dirlo, do il 1000% ad ogni allenamento con la migliore programmazione, quindi a livello concreto non cambia nulla. Però sicuramente è altrettanto inutile dire che finché non vedi il tuo nome li un po’ di ansia sicuramente la hai. Quindi è più un aspetto mentale positivo in tutti i sensi perché, oltre ad un alleggerimento, secondo me mi permetterà di essere ancora più carica, sapendo di rappresentare l’Italia in quella categoria.


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