Ci distraiamo per un attimo dalle nostre beghe locali e volgiamo lo sguardo alle semifinali play-off. E scorgendo quello che sta succedendo sugli altri campi, dispiace enormemente vedere il talento più cristallino uscito dai vivai triestini nell'ultimo ventennio seduto tristemente in panchina. Stefano Tonut, ormai, il parquet lo vede col cannocchiale. E' vero che la stagione per lui è stata un vero travaglio dal punto di vista fisico, con il problema di salute che l'ha tenuto fermo per alcuni mesi, ma adesso il giocatore di scuola Azzurra è guarito, eppure è l'ultimo, o quasi, delle rotazioni.
Non sappiamo se il cambio di panchina (Poeta per Messina) abbia influito sul suo minutaggio ma è un dato di fatto che in questi play-off, e nelle tre gare con Brescia in particolare, non è stato praticamente mai impiegato. Ieri gli è stato riservato l'ultimo minuto, con la partita chiusa e strachiusa, un po' quello che si concede a un giovane di belle speranze per fargli accumulare esperienza, non certo a uno dei fari della nostra Nazionale. Peccato.
Tonut non ha certo bisogno di consigli e tantomeno da noi, anche perché a Milano si sta bene sotto tutti i punti di vista: ma a 32 anni, nel pieno della carriera, non avrebbe più senso rilanciarsi da un'altra parte?