Dopo lungo peregrinare, finalmente l’occasione giusta: per Matteo Schina da pochi giorni è arrivata la tanto agognata destinazione finale. Un’avventura, in quel di Udine, che soddisfa il giovane playmaker classe 2001 cresciuto nel vivaio dell’Azzurra Basket Team e attualmente di proprietà della Pallacanestro Trieste. E i motivi per sorridere ce ne sono tanti per il giocatore già apprezzato con la maglia della Falconstar Monfalcone, con cui comunque manterrà il doppio tesseramento.
Prima l’impossibilità di giocare sia a Caserta che al Primorski Koper, ora la chiamata da parte dell’Apu Old Wild West: che sensazioni provi?
Sono contento di questa opportunità, che reputo eccellente per il mio percorso di crescita. Sono rimasto parecchio in stand-by durante l’ultimo periodo ad attendere la chiamata da parte di qualche altra squadra, tuttavia ho continuato ad allenarmi con la Pallacanestro Trieste e di questo ringrazio la società che mi ha permesso di lavorare, aspettando che si concretizzasse qualche nuovo scenario per me.
Cosa ti ha spinto a scegliere Udine, al di là del fatto di essere vicino a casa?
Quella friulana è una realtà molto valida, con uno staff tecnico navigato ed esperto che è perfetto per me. Non nascondo che sulla mia scelta ha parecchio influito anche la presenza di Matteo Boniciolli come head-coach: Udine è un team che vuole fare un campionato di A2 con ambizioni importanti, sono sicuro che questa sarà un’avventura particolarmente stimolante per un giovane come me.
A proposito di giovani: all’Apu riabbracci anche una tua “vecchia” conoscenza…
“Proprio così: ritrovare Lodovico Deangeli, che è il giocatore con cui avevo legato di più nel settore giovanile della Pallacanestro Trieste, è un qualcosa che mi ha fatto davvero tato piacere. Posso dire che anche questo sia uno dei motivi che mi ha spinto a sposare la causa friulana”.
Cosa ti aspetti da questa tua prima stagione in A2?
“So perfettamente che, come ultimo arrivato, per guadagnare spazio sul parquet dovrò fare in modo di meritarmi tutti i minuti in campo che riuscirò a “sgraffignare”. E questo passa inevitabilmente dal lavoro in palestra, all’interno di un forte gruppo come quello che Udine ha costruito durante questi mesi. Per me tutto ciò rappresenta uno stimolo in più, ecco perché dovrò farmi trovare pronto e approfittare di ogni opportunità che mi si presenterà davanti”.