Una primissima prima parte di mandato affrontata con impegno ed entusiasmo: per Alberto Maria Camilotti, presidente del Comitato FIP FVG, la fine del 2025 e l'inizio del nuovo anno è il momento ideale per fare un primo bilancio di tutto ciò che ruota in ambito regionale l'intero movimento della palla a spicchi.
Presidente, qual è a suo avviso oggi lo stato di salute del basket nella nostra provincia e più in generale nella nostra regione?
"Lo stato di salute del basket nella nostre Regione rimane buono. Dobbiamo sempre ricordare che siamo una Regione grande come un quartiere di Milano: il basket di vertice ha ben 2 squadre in Serie A e una in A2, senza dimenticare, inoltre, 4 squadre in B interregionale con una di queste (Gorizia) che sta facendo molto bene e che ha forti ambizioni, vedi il rinnovato PalaBigot sold out per il derby contro il Falconstar. Il settore giovanile, invece, comincia ad avere qualche difficoltà per due motivi principalmente: comincia ad arrivare il calo demografico nelle annate più piccole ed a livello più alto le nuove regole introdotte sulle licenze cominciano a fare selezione, soprattutto di società che possono permettersi l'organizzazione richiesta per partecipare ai campionati di Eccellenza (costi alti e varie disposizioni di tipo semi-professionistico). La novità del 2023, poi, legata allo svincolo ha creato problemi alle società che erano abituate a confermare i ragazzi di anno in anno: è un cambio di paradigma che deve essere digerito e metabolizzato dalle società dai ragazzi e dalle famiglie".
Che situazione ha ereditato e quali i punti di intervento prioritari di questa sua prima parte di mandato?
"Ho ereditato una situazione buona dal punto di vista finanziario e sana patrimonialmente. Sono necessari, però, alcuni investimenti. In parte già fatti, come l'acquisto dei due pulmini utili alla logistica di centri tecnici ed altro, per lo svolgimento delle attività federali e per poter dare alle società maggiori e migliori servizi. Da questo punto di vista servirà anche una riorganizzazione degli uffici federali che con la riforma dello sport - organizzativa, fiscale e previdenziale - si sono visti riversare una mole di adempimenti significativi: l'investimento nel fattore umano è fondamentale per creare relazioni e fiducia verso il movimento da parte delle società".
Ci saranno nuovi eventi di rilievo (come ad esempio, la presenza della Nazionale) nell’immediato futuro?
"Abbiamo fatto richiesta alla Federazione Nazionale di poter vederci assegnate le finali nazionali Under 15. Abbiamo avuto già buoni riscontri e stiamo attendendo di avere l'ufficialità, anche perchè sono le finali più ambite anche dagli altri territori. Mi piacerebbe poter onorare la memoria del terremoto del '76 (50 anni nel 2026) con un evento di rilievo con una finale a Udine.
Vorrei, infine, puntare molto nella diffusione della cultura sportiva e del rispetto: ho notato molti atteggiamenti sbagliati da parte di molti protagonisti del sistema: pubblico (genitori delle giovanili in particolare), ma anche allenatori arbitri e giocatori devono rispettarsi, devono pensare ad un sistema unito ed unico che deve camminare insieme se vogliamo che tutto funzioni. L'esasperazione per il risultato e la voglia di prevalere di una componente sull'altra porta spesso ad eccessi di scontro che non fanno bene al sistema e sono diseducativi per i nostri ragazzi.
Chiudo augurando un Buon Anno a tutti i nostri tesserati, alle loro famiglie, agli addetti ai lavori ed agli appassionati".