Trieste, 16 Luglio 2024

BaskInterclub: da 12 iscritti ad oltre 50 e con ottimi risultati nazionali

11 Giugno 2024 Autore: Mattia Fabbro

Molto spesso l’evoluzione e la crescita della consapevolezza attorno all’importanza di tematiche legate alle categorie più fragili assume, purtroppo, una sola connotazione astratta. Passa il messaggio a livello ideologico, ma non lo si mette in pratica con l’azione. Neanche nello sport, contesto che dovrebbe fungere per antonomasia da terreno fertile per il proliferare di iniziative virtuose. Sono infatti all’ordine del giorno notizie riguardanti avvenimenti totalmente difformi a questi principi, così come, ahinoi, l’inadeguatezza di moltissimi impianti del nostro Paese non adibiti per ospitare tifosi ed appassionati in carrozzina. Anche per questo, ma non solo, progetti come quello del BaskIn assumono un valore centrale e vitale in una società che deve ancora crescere ed imparare ad essere davvero e concretamente rispettosa e accogliente. Pratica tutta italiana nata a Cremona e diffusasi anche sul nostro territorio anche con il BaskInterclub Muggia, iniziativa nata nel 2019 e avente come obiettivo quello di unire pallacanestro e inclusione, abbattendo ogni barriera, sia questa legata ad abilità, sesso o età. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Prelz, uno dei responsabili di questa missione.

Fabrizio, ci racconti un po' in cosa consiste il progetto BaskIn?

La nostra missione principale è l’inclusione, non a caso BaskIn significa basket inclusivo. Nel vero senso della parola perché vi possono giocare tutti, a partire dai 14 anni in su. Si basa sulla pallacanestro, con la differenza che vi sono due canestri in più posti a metà campo, dedicati ad atleti affetti da plurime disabilità motorie e per chi non goda di corsa spontanea. Quindi ragazze e ragazzi in carrozzina, ma anche atleti afflitti da paralisi del corpo, autismo, sindrome di down e problemi cardiaci. Aperto a tutti, oltre ogni barriera e con l’amicizia come parola d’ordine. Da segnalare, inoltre, la suddivisione in ruoli dove il “5” rappresenta il più semplice, mentre l’1 il più difficile. Organizzati in modo da rendere il BaskIn tarato esclusivamente sulle abilità della persona e non sulla sua disabilità. Questo aumenta ancora di più l’inclusione.

Quanti iscritti avete ad oggi?

A livello generale questo è uno sport che sta crescendo tantissimo e anche all’estero. Noi a Muggia siamo nati in 12 ed oggi superiamo la cinquantina di iscritti, quindi si palesa una crescita evidente, con l’obiettivo di raggiungere gli Usa grazie ad iniziative maturate dai campioni d’Italia in carica della Ziopino BaskIn Udine.

Come è andata la stagione?

Siamo sicuramente soddisfatti. Noi come Interclub Muggia abbiamo due squadre: la Eagles, vincente nel proprio girone, e i Dragons, arrivati secondi nel proprio. Eagles che successivamente hanno disputato le finali interregionali in Veneto con padroni di casa, Emilia Romagna, Fvg e Lombardia, laureandosi terzi dopo il secondo posto in regione, facendosi assolutamente onore. I Dragons, invece, si sono qualificati sesti a livello regionale.


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